M5S, l’espulsione di Paragone divide ancora i grillini: per molti è sbagliato mandarlo via

L’espulsione del senatore Gianluigi Paragone dal M5S rischia di spaccare ulteriormente, dall’interno, una forza politica  già fortemente indebolita. A molti questa espulsione non è piaciuta

L’espulsione del senatore grillino Gianluigi Paragone dal M5S rischia di spaccare ulteriormente, dall’interno, una delle forze politiche alla guida della maggioranza di governo. I grillini, nel corso del primo governo Conte, hanno visto drasticamente calare i loro consensi politici e molta di questa responsabilità è stata attribuita al loro leader politico, Luigi Di Maio. Non di rado, nei mesi scorsi, si è sentito parlare di grillini “ribelli” intenzionati a riformare lo statuto del M5S e vogliosi di modificare le regole sulla leadership.

Queste spinte interne non hanno, comunque, sortito effetto e la situazione è rimasta quella di partenza, pur sentendo parlare sempre più spesso di grillini che sarebbero scontenti di come stanno andando le cose e in procinto di lasciare il gruppo fondato da Grillo e Casaleggio per approdare a nuovi lidi politici (tra cui anche la Lega). Ieri è arrivata la notizia della decisione dei probiviri sul sì all’espulsione di Gianluigi Paragone, ma questa decisione a molti parlamentari pentastellati non è piaciuta. Si profila un’altra crisi all’orizzonte?

L’espulsione di Gianluigi Paragone divide i grillini, Alessandro Di Battista e Barbara Lezzi dalla sua parte

Alessandro Di Battista ha fatto sapere di essere tara coloro che, interni al M5S, non hanno gradito affatto l’espulsione di Gianluigi Paragone dal Movimento. Di Battista non ha affidato il suo pensiero alla sua pagina social ufficiale, ma ha deciso di commentare un post pubblicato dall’attivista Angela Bosco e di esprimere in quello spazio la sua stima nei confronti di Paragone, ritenuto più grillino di molti altri che ancora militano tra le fila del M5S:

Gianluigi è infinitamente più grillino di molti che di professano tale. Non c’è mai stata una volta che non fossi d’accordo con lui. Vi esorto a leggere ciò che dice e a trovare differenze con quel che dicevo io nell’ultima campagna elettorale che ho fatto. Quella da non candidato, quella del 33%. Buon anno a tutti amici miei”.

Gianluigi Paragone ha scelto Facebook per ringraziare l’ex compagno di Movimento per le sue parole di sostegno:

Ringrazio Alessandro Di Battista per le belle parole che usato per me in mia difesa.  Ale rappresenta quell’idea di azione e di intransigenza che mi hanno portato a conoscere il Movimento: stop allo strapotere finanziario, stop con l’Europa di Bruxelles, stop con il sistema delle porte girevoli, lotta a difesa dei veri deboli, stop alle liberalizzazioni che accomunano Lega e Pd. Io quel programma lo difendo perché con quel programma sono stato eletto. Ale lo sa“.

Barbara Lezzi, ex Ministro per il Sud, ha anche lei espresso la sua solidarietà a Paragone, dicendo che lui era e resta un suo collega e che espellere gli anticorpi dal M5S non è una buona idea.

L’espulsione di Gianluigi Paragone divide i grillini, Carlo Sibilia e Nicola Morra contro il senatore

Tra coloro che, invece, ritengono che espellere Paragone sia stato giusto c’è Carlo Sibilia (sottosegretario Ministero dell’Interno):

Chi ha votato contro la manovra 2020 ha votato contro il Reddito di Cittadinanza, quota 100, lo stop all’aumento dell’Iva e i fondi ai Vigili del Fuoco. Paragone è stato espulso dal M5S proprio per aver votato contro queste misure. Cioè allo stesso modo dei tre senatori che sono passati dal M5S alla Lega (…)“.

Un altro attacco, nei confronti di quel “nulla” che secondo Paragone sarebbe diventato il Movimento, è arrivato da Nicola Morra (presidente Commissione parlamentare antimafia):

Gianluigi, certamente stiamo operando scelte non sempre lucide, non sempre felici. Certamente non siamo quelli del 4 marzo 2018, esattamente come non siamo più quelli del 4 ottobre 2009 o del 25 febbraio 2013. Ma se ci definisci il ‘nulla’, come si legge, perché rimanevi nel ‘nulla’ prima di essere espulso?“.

Maria Mento