“Peggio che in guerra”: aggressioni al personale medico, già due casi dall’inizio dell’anno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:16

Aggressione a medici Napoli

Il nuovo anno è appena iniziato e a Napoli si registrano già due aggressioni al personale medico. Un petardo è stato esploso sotto un ambulanza e una dottoressa è stata aggredita in ospedale.

A Napoli  si sono registrati due casi di aggressioni al personale medico. A denunciare la criticità della situazione è l’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate” che ha segnalato l’esplosione di un petardo lanciato verso un’ambulanza in servizio nel quartiere Barra. “Nell’aprire lo sportello del mezzo di soccorso – si legge su Fb – il medico viene investito da una deflagrazione causata da un fuoco d’artificio gettato da ignoti sotto l’ambulanza”.

Il presidente dell’associazione Manuel Ruggiero ha spiegato la gravità e la pericolosità di quanto avvenuto: sull’ambulanza viene necessariamente trasportato ossigeno gassoso, sostanza altamente infiammabile. “L’ambulanza avrebbe potuto subire danni importanti con quel lancio del petardo e con conseguenze per le persone. A Napoli il motto ‘Non sparate sulla Croce Rossa’ non viene applicato” ha raccontato Ruggiero.

Secondo il presidente dell’associazione è necessario “inasprire le pene al più presto per chi aggredisce medici e paramedici e dare il riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale al personale sanitario in servizio nella rete 118 e negli ospedali, questo serve per fronteggiare il fenomeno delle aggressioni ai danni degli operatori”.

L’altro episodio si è registrato nei pressi dell’ospedale San Giovanni Bosco, dove una dottoressa è stata aggredita con una bottigliata, riportando ferite lievi. L’uomo è sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. “Purtroppo è una circostanza fisiologica per un pronto soccorso che riceve un paziente psichiatrico” spiegano dalla Asl Napoli 1 Centro. “Si tratta di un episodio che non si può classificare con la stessa preoccupazione che viene determinata da una ‘normale’ aggressione a personale sanitario“.

Napoli, aggressioni già sopra la media rispetto lo scorso anno

Il presidente provinciale della Croce Rossa, Paolo Monorchio, chiede a gran voce le telecamere sui mezzi di soccorso ma insiste sull’aspetto culturale. “Serve la cultura, una corretta informazione alla popolazione anche con incontri nei quartieri più difficili” spiega il presidente della CRI secondo il quale anche la legislazione deve contribuire alla soluzione del problema. “Nel primo giorno dell’anno ci sono già due episodi violenti, siamo al di sopra della media rispetto a quanto avvenuto nel 2019; l’anno scorso c’è stato un attacco ogni tre giorni, oggi nel primo giorno dell’anno già due…”.

“L’aspetto più inquietante di questi nuovi episodi di aggressione a personale sanitario è che ci si abitui a questo stato di cose.” Commenta  ancora il presidente Paolo Monorchio – sono fatti che non avvengono neppure nei territori di guerra in quanto i mezzi di soccorso ed il personale sono protetti dalle convenzioni internazionali. A Napoli non è così

Dalla Asl annunciano che entro due settimane saranno installate a Napoli le prime telecamere sulle ambulanze.

Sull’accaduto si pronuncia il ministro della Salute Roberto Speranza: “Inaccettabili le aggressioni a chi ogni giorno si prende cura di noi. Bisogna approvare al più presto la norma, già votata al Senato, contro la violenza ai camici bianchi. Non si può aspettare”

Sara Alonzi

 

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