Plastic ban, dal 1° gennaio 2020 il mondo dice stop alla plastica: ecco cosa sta succedendo in diversi Paesi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:59
isola di plastica
isola di plastica

Un mondo più ecologico e meno inquinato: un sogno che da ieri potrebbe piano piano diventare realtà. Tutto parte dal divieto di utilizzo della plastica che molti Paesi (ma non l’Italia) hanno reso effettivo

Il 2020 si è aperto nel segno dell’amore per il pianeta Terra e per un’attenzione, senza precedenti, rispetto al problema inquinamento e smaltimento dei rifiuti. La plastica è sicuramente uno dei prodotti industriali a essere non solo tra i più diffusi al mondo ma anche tra i più inquinanti: basti pensare che un semplice sacchetto di plastica (non biodegradabile) impiega dai 10 ai 30 anni di tempo per essere smaltito dall’ambiente.

Per far fronte, dunque, all’emergenza plastica, che rischia di mettere anche a serio rischio la fauna marina (come già è accaduto per grossi esemplari di cetacei morti per aver ingerito grosse quantità di oggetti in plastica) da ieri sono entrate in vigore- in diversi Paesi del mondo- le nuove leggi che vietano l’uso di determinati materiali plastici. In Europa, il Consiglio europeo ha detto sì all’abbandono delle plastiche monouso a partire dal 2021 (ma come ora vedremo qualcuno ha deciso di agire già con l’arrivo di questo nuovo anno).

Plastic ban, in Francia vietato usare plastica: sei mesi di tempo ai commercianti per adeguarsi

Prodotti monouso in plastica banditi in Francia. Da ieri, le nuove misure legislative che sono entrate in vigore nel Paese condannano l’utilizzo di piatti usa e getta, tazze, cannucce e altri prodotti similari realizzati con la plastica. Tuttavia, come spiega Rfi.it, rimane ancora in uso la plastica che fa parte del materiale per imballaggio.

La presa di posizione soddisfa molti ambientalisti, i quali sanno bene come questo tipo di posate usa e getta (utilizzate ad esempio durante i pic-nic) siano spesso abbandonate nelle aree naturali contribuendo, quindi, a inquinare e sporcare. Di questo avviso è Flore Berlingen, direttore del gruppo “Zero Waste France”. I commercianti avranno sei mesi di tempo per adeguarsi alla nuova normativa ed esaurire gli stock di prodotti precedentemente acquistati dai fornitori.

Plastic ban, sacchetti di plastica vietati anche in Messico: ritorno alla tradizione

Il Messico potrebbe tornare a utilizzare, esattamente come avveniva in passato, grosse ceste di vimini o carta avvolta su se stessa a forma di cono (i cosiddetti cucuruchos tanto cari alla tradizione del Paese centroamericano) per il trasporto degli oggetti. Questo perché anche qui, da ieri, sono entrate in vigore le nuove leggi che impediscono l’utilizzo dei sacchetti di plastica. Troppo massiccio l’uso che se ne è fatto negli ultimi 30 anni e  si avverte, forte, l’esigenza di tornare a un ambiente che sia più salubre per tutti. Gli anziani, in molti casi, non si sono mai affrancati dall’utilizzo delle borse tradizionali (chiamate “ayate”) o di carrellini muniti di rotelle chiaramente impiegabili a lungo, nel tempo.

Le nuove leggi prevedono l’erogazione di multe per quei commercianti che continuino a distribuire sacchetti di plastica. Come specifica Voanews, sarà consentito offrire borse riutilizzabili, realizzate con fibra di plastica spessa e vendute al costo di circa 75 centesimi.

Plastica ban, anche la Thailandia si allinea

Tra i Paesi del Sud-est asiatico che hanno messo al bando la plastica c’è anche la Thailandia. Come riporta l’Agenzia Ansa, da ieri nel Paese non si potranno più usare i sacchetti di plastica monouso che prima si trovavano negli esercizi commerciali di vendita al dettaglio. Per la Thailandia si tratta di una vera e propria rivoluzione, se pensiamo che si tratta del piano anti-plastica più drastico messo in atto negli ultimi anni: prima che queste misure divenissero effettive, la Thailandia era uno dei Paesi con un consumo di plastica pro-capite più alto al mondo.

Plastic ban, in Italia le Marche anticipano il 2021 (e lo Stato)

Come si sta adeguando l’Italia a questa nuova idea di futuro con meno plastica? Grazie a un articolo pubblicato lo scorso agosto 2019 da Cronachemaceratesi.it, scopriamo che le Marche hanno deciso di anticipare tutti sui tempi: la regione è prima per l’approvazione di una legge sulla riduzione dei rifiuti derivanti dalla plastica.

La proposta è partita dal Consigliere Sandro Bisonni, che ha spiegato:

Questa mia proposta vuol tutelare il territorio marchigiano e salvaguardare la salute dei nostri ambienti. Anticipiamo la direttiva europea che ha approvato il divieto dal consumo di prodotti in plastica, che costituiscono il 70% dei rifiuti marini, a partire dal 2021. Ancor prima dello Stato, abbiamo recepito la direttiva partendo proprio dalle amministrazioni pubbliche, chiamate a dare per prime il buon esempio”.

Maria Mento

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