Trascinano uno squalo in spiaggia e lo uccidono a calci: l’ignobile vicenda indigna il mondo

squalo ucciso su una spiaggia

Una donna ha rivelato che alcuni uomini avrebbero portato uno squalo su una spiaggia per poi iniziare a colpirlo. L’animale, a rischio estinzione, è morto

Un episodio che ha scatenato un “oceano” di polemiche quello riguardante uno squalo finito su una spiaggia e poco dopo deceduto a causa dell’uomo. La vicenda è avvenuta in Nuova Zelanda, su una spiaggia della Auckland Beach dove uno squalo, una giovane femmina lunga circa 3 metri, sarebbe stato trascinato sulla sabbia da alcuni uomini. In tanti si sono radunati attorno all’animale marino, inizialmente pensando che fosse finito sulla spiaggia spinto dalle correnti e dalle onde. Tanto che il video diffuso sui social inizialmente ha intenerito il web: ma la verità era completamente diversa. Il predatore, come raccontato da diversi quotidiani locali tra i quali RNZ News e NZ Herald, sarebbe finito nelle reti di alcuni pescatori. Per ragioni ancora da chiarire sarebbe stato trascinato sulla spiaggia e poi preso a calci tanto da rompergli la mascella. L’animale, già stremato e ferito, non sarebbe così sopravvissuto.

Lo squalo apparteneva a una specie protetta: le indagini

La crudeltà si è peraltro consumata tra selfie e risate dei protagonisti. Solo quando la polizia è arrivata sul posto le violenze si sono fermate ma ormai era troppo tardi. Una donna, testimone del fatto, è stata tra le prime a rivelare cosa sia accaduto veramente su quella spiaggia rivelando di essere stata anche minacciata quando ha provato ad intervenirte in difesa dell’animale. La polizia ha avviato le indagini: peraltro lo squalo apparteneva ad una specie protetta in Nuova Zelanda e a rischio estinzione. Una bravata che, divenuta di dominio pubblico, ha indignato il mondo, anche perchè la vicenda ha rapidamente varcato i confini nazionali. Ora i responsabili rischiano grosso: trattandosi di una specie protetta dal 2007, potrebbero essere sanzionati con 250mila dollari neozelandesi, oltre a scontare sei mesi in prigione.