Venti di guerra mondiale, le reazioni dei nostri politici. Salvini: “Grazie Trump”

L’attacco USA in Iraq ha innalzato a livello massimo la tensione tra i due Paesi. Ecco quali sono state le reazioni al raid dei politici italiani.

Nel corso della notte gli aerei americani hanno bombardato il gruppo di ribelli che aveva occupato l’ambasciata americana a Bagdad. Il risultato del raid aereo è stata la morte di 8 persone, 5 membri del gruppo estremista, 2 portavoce di Teheran ed il generale Quasem Soleimani. Un’azione di guerra così repentina non poteva che generare scompiglio nella zona mediorientale e in Europa, dove si teme un’escalation bellica che potrebbe portare ad una guerra su più ampia scala.

Non a caso la Farnesina manifesta la propria preoccupazione per quello che sta succedendo in Iraq e richiama l’Italia e l’Europa a prendere una posizione netta per evitare che si arrivi ad un conflitto aperto. In una nota pubblicata dal Ministero degli Esteri oggi, infatti, si legge: “Gli ultimi sviluppi della situazione in Iraq sono molto preoccupanti. Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad una pericolosa escalation culminata nell’uccisione del Generale iraniano Soleimani. L’Italia lancia un forte appello perché si agisca con moderazione e responsabilità, mantenendo aperti canali di dialogo, evitando atti che possono avere gravi conseguenze sull’intera regione. Nessuno sforzo deve essere risparmiato per assicurare la de-escalation e la stabilità”.

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Le reazioni dei politici italiani, Salvini: “Dovremmo ringraziare Trump”

L’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato l’accaduto con spirito opposto a quello del Ministero degli Esteri: “Donne e uomini liberi, alla faccia dei silenzi dei pavidi dell’Italia e dell’Unione Europea, devono ringraziare Trump e la democrazia americana per aver eliminato uno degli uomini più pericolosi e spietati al mondo, un terrorista islamico, un nemico dell’Occidente, di Israele, dei diritti e delle libertà”.

La posizione del leader leghista non è condivisa dagli altri esponenti di spicco della politica italiana. Zingaretti ad esempio si associa all’appello del Ministero e dichiara: “Grande preoccupazione per l’altissimo livello di tensione in Iraq dopo le violenze dei giorni scorsi contro l’ambasciata Usa e l’eliminazione di Soleimani. L’Italia e l’Europa assumano tutte le iniziative utili per scongiurare un’escalation incontrollabile nell’area”.

Anche Matteo Renzi è convinto che quello che sta capitando in Medio Oriente debba convincere i vertici europei a prendere una linea politica decisa: “Quello che sta accadendo in Libia e in Medio Oriente dovrebbe farci cambiare passo e chiamare l’Italia – e l’Europa – a tornare ad avere un ruolo in politica estera”.