Iran, dopo la morte di Soleimani arriva la taglia sulla testa di Donald Trump: offerti 80 milioni di dollari

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:55
Ph AFP

Chiunque colpisca Donald Trump verrà ricompensato con un premio in denaro di pari a 80 milioni di dollari: le tensioni Usa e Iran continuano a crescere e c’è una proposta di taglia sul Presidente

Le tensioni accumulatesi, negli anni, tra Usa e Iran sono esplose con la morte del generale Soleimani. Entrambi i Paesi stanno lanciando minacce reciproche e tutto fa negativamente pensare a un prossimo e violentissimo scenario di guerra. In Iran, nonostante gli ultimi avvertimenti lanciati da Donald Trump su Twitter, qualcuno ha invitato la popolazione a donare un dollaro ciascuno per finanziare una taglia da 80 milioni di dollari da porre sulla testa del Presidente Usa. Il Metro.co.uk ha fatto un accurato punto della situazione.

Dall’Iran una taglia su Donald Trump, la proposta shock al funerale del generale Soleimani

La televisione di Stato iraniana ha parlato di uno scenario inquietante che è emerso durante i funerali del generale Soleimani. Pare che l’organizzatore delle esequie abbia invitato i cittadini a donare un dollaro ciascuno per finanziare una taglia da 80 milioni di dollari da porre sul capo di Trump, minacciando inoltre di attaccare la stessa Casa Bianca. La notizia arriva dopo le minacce lanciate dal Presidente Usa e la sua intenzione di attaccare e distruggere i siti culturali dell’Iran, nonostante questo i connoti come un crimine di guerra ai sensi del diritto internazionale.

Domenica il Parlamento iracheno ha votato a favore di una risoluzione non vincolante che chiede l’espulsione delle truppe statunitensi presenti nel Paese. Dopo 17 anni dall’invasione dell’Iraq, ci sono ancora circa 5mila soldati Usa sul posto. Trump, però, non è disposto a lasciare senza aver prima recuperato economicamente gli investimenti militari fatti dagli States nel corso degli anni e, qualora questo dovesse comunque avvenire, gli Usa sarebbero pronti ad applicare gravi sanzioni economiche al governo di Baghdad.

Dall’Iran una taglia su Donald Trump, le accuse mosse al governo Usa per la decisione di uccidere Soleimani

Le tensioni tra Iran e Usa si sono inasprite dopo il 2015, e cioè dal momento in cui- nel maggio dello scorso anno- il governo di Teheran ha smesso di seguire alcuni dettami del patto sul nucleare stilato con le altre sei potenze mondiali (Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Russia, Cina e Germania). Nel 2018 anche Trump aveva annunciato il ritiro degli Usa dall’accordo e poi aveva imposto all’Iran sanzioni economiche che non hanno fatto altro che aumentare l’attrito tra i due Paesi.

Intanto, continuano a piovere accuse sul governo statunitense per la scelta di assassinare Soleimani. Scelta, tra l’altro, presa contro la Costituzione perché presa senza consultate preventivamente il Congresso. Contro queste accuse si è schierato Mike Pompeo, il quale ha dichiarato che non uccidere il generale iraniano sarebbe stato un atto colpevolmente negligente nei confronti della difesa degli States. “Continuiamo a prepararci per qualunque cosa il regime iraniano possa metterci di fronte entro i prossimi 10 minuti, entro i prossimi 10 giorni e entro le prossime 10 settimane“, ha detto ancora Pompeo. Il segretario ha spiegato che Soleimani stava preparando dei gravi attacchi contro gli Usa e che conseguentemente è stata presa la giusta decisione di intervenire.

Maria Mento

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