Omicidio nell’agriturismo, arrestato l’assassino di Carla Quattro Bossi: è un suo dipendente di 21 anni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:30
Ansa

Gli aveva negato un prestito di dieci euro e per questo motivo lui l’ha colpita con violenza alla testa: così è stata uccisa Carla Quattro Bossi. L’assassino è un suo giovane dipendente

Le indagini sull’omicidio della 90enne Carla Quattro Bossi hanno condotto gli inquirenti a concentrarsi su un ragazzo di 21 anni di nome Dobrev Damian Borisov. Il giovane, da poco tempo, lavorava presso la cascina che l’anziana signora stava attrezzando per trasformarla in un agriturismo.

I fatti risalgono alla notte tra sabato e domenica scorsa. “Podere Ronchetto” (questo è il nome della cascina che si trova al Gratosoglio, un quartiere della periferia sud di Milano) è il teatro il teatro di un delitto che- secondo quanto ricostruito dagli inquirenti- è stato innescato da una lite per 10 o 15 euro: la 90enne si sarebbe rifiutata di dare al 21enne i soldi che lui le aveva chiesto e il dipendente avrebbe quindi impugnato un barattolo di marmellata con il quale avrebbe colpito la donna alla testa, con violenza mortale.

Omicidio Carla Quattro Bossi, il 21enne accusato del delitto viveva in strada da circa tre anni

Potremmo definirla una storia di accoglienza finita nel peggiore dei modi, quella che vede come protagonisti il 21enne Dovreb Damian Borisov e la 90enne Carla Quattro Bossi. Il giovane, originario della Bulgaria e senza genitori, è arrivato in Italia tre anni fa e si è adattato a vivere in strada, spostandosi tra Roma e Milano. Poi, il miracolo probabilmente inaspettato: grazie a una collaborazione in atto tra il Comune di Milano e delle associazioni di volontariato che si occupano di aiutare i ragazzi meno fortunati, delle persone lo hanno preso a lavorare nella loro cascina che si trova a Milano e si chiama “Podere Ronchetto”.

A dargli fiducia sono stati Carla Quattro Bossi (90 anni) e i quattro figli della donna, che tutti insieme gestivano la cascina e stavano cercando di trasformarla in un agriturismo. Qui Dovreb Damian Borisov si occupava di accudire gli animali e di piccole ristrutturazioni in cambio di vitto, alloggio e di una piccola somma di denaro. Come riporta Milano Today, proprio il denaro sarebbe il motivo scatenante che ha portato alla fine dell’idillio e all’omicidio di Carla Quattro Bossi. Per questi fatti, il Pubblico Ministero Gianluca Prisco ha ordinato la carcerazione del 21enne.

Omicidio Carla Quattro Bossi, il dettaglio della lavatrice che ha attirato i sospetti sul giovane

La Squadra Mobile, che ha indagato sull’omicidio sotto la guida di Marco Calì, ha ricostruito la dinamica del delitto. A quanto sembra, nella serata tra sabato e domenica Dovreb Damian Borisov si è recato dall’anziana per chiederle di ricevere 10 o 15 euro. Al rifiuto opposto dalla 90enne è seguita una lite culminata nell’uccisione: il 21enne ha afferrato un barattolo di marmellata trovato nelle vicinanze e l’hacolpita alla testa, provocandone il decesso. A questi fatti sarebbe seguito quello che è forse è definibile come un tentativo di occultamento di cadavere. Il giovane le ha legato i polsi con della stoffa e le ha messo una asciugamano sulla testa. Poi ha trascinato il corpo in diversi punti della cascina.

Lo scenario che il giorno dopo, intorno alle ore 10:00, ha scoperto la segretaria è agghiacciante: un’abitazione a soqquadro, con numerose tracce di sangue ovunque e un barattolo di marmellata andato in frantumi. È stata proprio la segretaria impiegata presso la cascina a dare l’allarme.

Gli inquirenti hanno interrogato tutti i lavoratori e dagli interrogatori è emerso un dettaglio che ha portato le indagini fino al 21enne: il rumore di una lavatrice, attivata nel cuore della notte proprio nell’alloggio di Dovreb Damian Borisov. Pare infatti, che dopo il delitto il giovane abbia cercato di lavare via il sangue dai suoi indumenti e dalle sue scarpe. Una perquisizione nel suo alloggio ha permesso di ritrovare alcuni preziosi della vittima rubati dopo il delitto. A quel punto, il dipendente ha ammesso tutto e ha confessato anche di aver portato via 150 euro in contanti.

Maria Mento

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