L’Iran al contrattacco: decine di missili contro le basi Usa in Iraq, discrepanza sul numero di eventuali vittime

Attacco missili Iran

Basi militari americane colpite durante la notte. Trump parlerà in mattina, ma si esclude la presenza di vittime americane

Iraq: La risposta, si sapeva, non sarebbe tardata ad arrivare, è così è stato. Qualche ora dopo il funerale di Solemani, nel quale hanno perso la vita all’incirca 50 persone nella ressa, arriva un’operazione iraniana firmata con il nome del generale, la “Solemani Martire”. 

Da un primo bilancio iraniano, almeno 80 morti e 200 vittime

L’attacco, rivendicato dalle guardie della Rivoluzione iraniana, è iniziato all’1.20 di notte dell’ora locale, ed ha interessato le basi di Ain Al Asad e di Erbil. Secondo un primo bilancio sarebbero almeno 80 le vittime dell’attacco e 200 i feriti (sono le cifre riportati da fonti iraniane, smentite dagli States).

La Casa Bianca ha reagito tempestivamente, riunendo il Consiglio di sicurezza nazionale per circa due ore. Il capo del Pentagono Mark Esper parlerà alla Nazione stamattina, ma nel frattempo Trump ha rassicurato in nottata tramite un post Twitter (promettendo un nuovo cinguettio in mattinata): “Fin qui tutto bene, valutiamo le vittime e i danni. Abbiamo i militari più forti del mondo”.

Illesi i militari del contingente italiano facente parte della coalizione anti Daesh a guida americana, che si sarebbero rifugiati in appositi bunker a ridosso della zona dell’aeroporto.

Ministro degli esteri iraniano: “No guerra, ma legittima difesa”

Javad Zarif, il Ministro degli esteri iraniano, vuole fare chiarezza sulla linea politica iraniana, ribadendo che l’Iran punta ad una de-escalation. L’attacco, quindi, avrebbe l’unico fine di rivendicare la morte del generale, ucciso lo scorso 3 gennaio attraverso un attacco con un drone. Il Ministro iraniano su twitter parla di “proporzionate misure di autodifesa sancite dall’art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite”, il cui unico scopo era quello di andare a colpire la base dalla quale è partito “un attacco codardo contro nostri cittadini e funzionari di livello”.

Si attendono le dichiarazioni della Casa Bianca

Ancora nulla di certo, dunque. Il leader della Casa Bianca Donald Trump dà appuntamento per questa mattina (in Italia sarà pomeriggio) per “dichiarazioni pubbliche” che dovrebbero arrivare in diretta tv. Il quadro al momento è ancora molto confuso: da un lato, il Ministro degli esteri prova in ogni modo ad evitare una guerra, sottolineando la natura difensiva dell’azione, dall’altro i Pasdaran minacciano “risposte ancora più devastanti” contro Stati Uniti ed Israele nel caso di nuovi attacchi statunitensi sul territorio iraniano. Se l’Iran dovesse essere attaccato sul suo territorio – hanno ribadito le Guardie Rivoluzionarie – Dubai, Haifa e Tel Aviv verranno colpite in un terzo round di attacchi da parte dell’Iran”.

I primi effetti sull’economia

Dopo l’attacco le quotazioni del petrolio, secondo quanto riportato dall’Ansa, balzano del 3,4% a 65 dollari, assieme a quelle dell’oro, che arrivano a quota 1.600 dollari l’oncia ai massimi dal 2013. Anche la borsa di Tokyo parte in picchiata: l’indice Nikkei, l’indice azionario della borsa di Tokyo, cede il 2,4% nelle prime battute.

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