Niente fact checking o limitazioni nei post sponsorizzati dei politici: per Facebook vale tudo (purché si paghi)

Facebook, contrariamente alla concorrenza ha deciso di non imporre limiti al targeting ed ai contenuti sponsorizzati dei politici che pagano per il servizio.

Dopo lo scandalo di Cambridge Analityca, sul web c’è stata una corsa ai ripari per quanto riguarda la sicurezza dei dati che gli utenti condividono sul web. Si è cercato successivamente di assicurare la privacy dei cittadini, obbligando i siti web ed i social ad informare gli utenti su quali fossero i partner commerciali e a chi fossero forniti i dati sensibili e di navigazione. Così facendo l’utente è informato e può decide se concedere o meno la trasmissione di questi dati.

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Lo scorso novembre Google ha deciso di limitare l’invio di contenuti sponsorizzati da parte dei partiti politici a gruppi di utenti selezionati in base ad un target definito attraverso banchi di dati provenienti dai propri account. Twitter invece ha proprio vietato gli annunci politici mirati agli utenti, lo scorso ottobre. Anche Facebook è stato più volte invitato a prendere una simile decisione per migliorare la trasparenza dei contenuti inviati ai propri utenti e per evitare che con i dati in suo possesso potessero essere creati dei contenuti fuorvianti. Finora, però, il colosso americano si è rifiutato di seguire la strada dei competitor.

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Facebook rifiuta il fact checking per i post sponsorizzati dai politici

La posizione di Zuckerberg a riguardo non è cambiata nemmeno in questo 2020, su Facebook non verrà limitata la targhettizzazione degli utenti né l’invio di post politici sponsorizzati. Il social non opererà su questi post nemmeno una verifica per controllare che il contenuto  non sia falso o opportunamente creato per aumentare il consenso. Il motivo di questa posizione è ufficialmente permettere che il dibattito politico di entrambi i partiti americani sia libero. Saranno dunque gli utenti a decidere quali contenuti accettare e quali eliminare.

Nei prossimi mesi sarà  però aggiunta una nuova feature che permetterà agli utenti di creare una libreria dei contenuti politici che desidera ricevere. Decisione controversa soprattutto per quanto riguarda il fact checking.  A tal proposito Zuckeberg ha fatto sapere di non avere intenzione di filtrare i contenuti poiché “Il dibattito politico è importante”. Posizione che ha generato numerose critiche, visto che potrebbero esserci contenuti la cui veridicità non è facilmente verificabile. Chiunque voglia postare un contenuto politico pubblicizzato avrà modo di farlo, dunque, basta che venga chiaramente inserito che tale contenuto è stato pagato al fine di una sponsorizzazione politica.