Taglio dei parlamentari: sei senatori ci ripensano e fanno slittare il deposito del quesito referendario

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:52

Taglio dei parlamentari, marcia indietro di sei senatori (quattro di Forza Italia e due del Pd). Cangini: “Abbiamo chiesto alla Cassazione uno slittamento per il deposito del quesito referendario”.

Incredibile battuta d’arresto sulla vicenda del taglio dei parlamentari. Sei senatori hanno ritirato la firma dalla richiesta di referendum, bloccando la proposta. Il deposito delle firme in Cassazione sarebbe dovuto avvenire stamattina alle ore 11, ma il tutto è slittato perché sei senatori – quattro di Forza Italia e due del Pd – si sono tirati indietro all’ultimo. Ricordiamo che le firme richieste per il referendum costituzionale devono essere almeno 64, cioè un quinto dei membri di una Camera.

Il tutto è spiegato da Andrea Cangini, parlamentare di Forza Italia e uno dei tre politici che hanno avviato la raccolta firme: “Negli ultimi giorni si era arrivati a quota 66 ma ben 6 senatori si sono tirati indietro. Altri si stanno aggiungendo per cui per correttezza abbiamo chiesto alla Cassazione uno slittamento”.

Il ripensamento di sei senatori sulla raccolta firme sul taglio dei parlamentari. Andrea Cangini: “Ci sono state pressioni dei partiti”

Gli ideatori della raccolta firme stavano per chiudere il verbale, quando Mallegni ha bloccato l’operazione, dando vita a una accesa discussione.

Alcune pressioni dei partiti hanno bloccato la raccolta firme. Queste le parole di Andrea Cangini a ‘Repubblica’: “Sicuramente pressioni ci sono state. Si è diffusa la convinzione che il referendum possa accorciare la vita della legislatura. C’è anche un altro fattore: qualcuno ha pensato che questa iniziativa possa incoraggiare una decisione della Consulta a favore del referendum Calderoli”.

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