Travaglio contro la rivalutazione su Craxi: “Concentrato di vizi della peggior politica”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:32

Dure le parole di Travaglio sul processo di rivalutazione della politica di Bettino Craxi, messo in atto in questo periodo con l’uscita del film ‘Hammamet’ sulla vita dell’ex segretario del Psi.

Il film ‘Hammamet’, diretto da Gianni Amelio, ha riportato alla luce la vita di Bettino Craxi, perfettamente interpretata da Pierfrancesco Favino. Ma Travaglio non ci sta e si schiera contro il processo di rivalutazione della politica di Craxi.

Queste le parole di Travaglio su ‘Il Fatto Quotidiano’: “Anche volendo giudicare l’ex segretario del Psi ed ex premier al netto delle mazzette (50 miliardi di lire scovati nel ’93 da Mani Pulite sui suoi conti svizzeri, per tacere degli altri rimasti intatti in giro per il mondo), quello che emerge è un concentrato dei vizi e dei malvezzi della peggior politica, corresponsabile primario dei disastri che la Prima Repubblica ci ha lasciato in eredità. Durante i quattro anni del suo governo (1983-87) il debito pubblico passò da 400 mila a 1 milione di miliardi di lire e il rapporto debito-Pil dal 70 al 92%, di pari passo con l’impazzimento della spesa pubblica e dell’ abusivismo selvaggio”.

Travaglio a muso duro contro il processo di rivalutazione di Bettino Craxi: “Disperato tentativo dei politici ladri viventi di autosantificarsi”

Sulle pagine de ‘Il Fatto Quotidiano’ Marco Travaglio si dimostra contrario a questo tentativo di ‘beatificazione’ della politica di Craxi che sta emergendo nell’ultimo periodo: “L’ennesimo, disperato tentativo dei politici ladri purtroppo viventi di autosantificarsi. Da vent’anni le provano tutte per cancellare le sentenze che lo issavano sul trono di Re di Tangentopoli. Ora, fallita l’Operazione Amnesia, si contentano di farci credere che sì, magari Craxi rubacchiava, ma fu comunque un grande politico moderno, uno statista europeo, un padre del riformismo e un leader innovatore.

E ancora: “Durante i quattro anni del suo governo (1983-87) il debito pubblico passò da 400 mila a 1 milione di miliardi di lire e il rapporto debito-Pil dal 70 al 92%, di pari passo con l’impazzimento della spesa pubblica e dell’ abusivismo selvaggio (anche grazie al suo mega-condono edilizio). Per il resto, il ‘riformismo’ craxiano è una lunga galleria di orrori”.

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