Elezioni regionali in Emilia-Romagna, Bonaccini sempre in vantaggio su Borgonzoni: ma il vantaggio si riduce

A poco più di due settimane dalle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna, si cerca di capire come stanno le cose. Secondo  gli ultimi sondaggi Bonaccini è in vantaggio ma perde terreno

Gli ultimi sondaggi e poi il silenzio elettorale che connoterà i prossimi 15 giorni. Fino al 26 gennaio, quando i cittadini dell’Emilia-Romagna saranno chiamati alle urne per scegliere se riconfermare Presidente il candidato Stefano Bonaccini o se trovare in Lucia Borgonzoni una nuova guida per la regione. Mancano, dunque, 16 giorni esatti all’election day e attraverso gli ultimi sondaggi pubblicati si sta cercando di capire a che punto stiano i due contendenti nel gradimento politico espresso dai cittadini.

Gli ultimi sondaggi sulle elezioni regionali in Emilia-Romagna, Bonaccini in vantaggio ma di poco

In vantaggio ma non troppo. Nella lotta che Bonaccini-Borgonzoni (candidati a Presidente della regione Emilia-Romagna) hanno combattuto virtualmente tra loro, a suon di preferenze che si sono tradotte in percentuali da sondaggio, il candidato espresso dal centrosinistra è sempre stato in vantaggio rispetto all’avversaria. Gli ultimi sondaggi realizzati da SWG per La7 hanno  confermato il vantaggio di Stefano Bonaccini. C’è però una novità: il suo vantaggio potrebbe non bastare per ottenere la vittoria. Di fatto, il Presidente uscente stacca la candidata del centrodestra di soli due punti percentuali, e questo potrebbe ventilare l’arrivo di qualche colpo di scena.

Gli ultimi sondaggi sulle elezioni regionali in Emilia-Romagna, gli indecisi potrebbero cambiare le sorti del voto

Le percentuali, volendo scendere nel particolare, sono le seguenti: Stefano Bonaccini è tra il 45% e il 49% dei consensi, mentre Lucia Borgonzoni si ferma nella fascia compresa tra 43% e 47%. Valori che si ribaltano se invece si va a considerare le coalizioni. In questo senso, è il centrodestra a essere più forte (45%-49%) rispetto al centrosinistra (42,5%-46,5%). Insomma, quasi le stesse percentuali di gradimento dei singoli candidati ma a parti invertite.

La chiave di volta di queste elezioni regionali la potrebbe rappresentare quella fetta di elettorato (pari al 18% del totale) che è stato classificato sotto il nome di “Indecisi”.

Come ha spiegato Enzo Risso (Direttore scientifico di SWG), dei risultati così divergenti tra il candidato e la sua coalizione si possono così spiegare: “C’ è una quota di persone che votano per Bonaccini ma non votano per il centrosinistra, mettono quindi una X solo sul candidato presidente. In genere non si tratta di voto disgiunto”. Questo significa che chi sceglie di votare ad esempio per Bonaccini, senza votare per la sua coalizione, in genere non vota per la coalizione avversaria.

Maria Mento