Strage di Bologna: ergastolo per l’ex terrorista nero. Ma lui si ritiene innocente

Gilberto CavalliniCondannato all’ergastolo Gilberto Cavallini, l’ex terrorista nero accusato di aver aiutato gli esecutori della strage a piazzare la bomba alla stazione il 2 agosto 1980

La procura di Bologna ha emesso la sentenza: è condannato all’ergastolo Gilberto Cavallini, l’ex Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari d’ispirazione neofascista) a cui erano già stati attributi vari ergastoli per banda armata e per aver realizzato gli omicidi avvenuti tra il 1979 e il 1981.

Le accuse 

Cavallini è stato accusato di concorso in strage per l’attentato avvenuto alla stazione bolognese il 2 agosto 1980. Gli inquirenti ritengono che l’uomo abbia fornito importante  supporto logistico agli esecutori materiali della strage, ospitando a Treviso Valerio FioravantiFrancesca Mambro e Luigi Ciavardini, già condannati in via definitiva, dotando loro di un auto e occupandosi dei documenti falsi e del trasporto a Bologna.

La condanna

Il processo si è svolto dinanzi alla Corte d’Assise di Bologna. Cavallini è stato accusato per l’ omicidio di 85 persone e per gli oltre 200 feriti, dopo ben 45 udienze. Una cinquantina i testimoni ascoltati, assieme a periti ed investigatori. Migliaia le pagine che sono state depositate come atti che doveva prendere in esame la Corte, presieduta dal giudice Michele Leoni. Al momento della lettura della sentenza l’imputato, che era in semilibertà presso il carcere di Terni per i reati precedentemente attribuitogli, non era più presente in aula. L’ex terrorista nero è stato condannato dal punto di vista civile ad un ingente risarcimento: 50mila euro per coloro i quali ha perso un parente di secondo grado o un affine di primo o secondo grado, 30mila per chi ha perso un parente o un affine di grado ulteriore, 15mila per ogni ferito, 10mila per chi ha un parente ferito.

Ma Cavallini si ritiene innocente

Nonostante le pesanti accuse a suo carico e i numerosi anni di indagine Cavallini continua a ritenersi innocente. Prima del processo ha infatti rilasciato delle dichiarazioni pubbliche nelle quali ha affermato “Sono in carcere dal settembre ’83, oltre 37 anni. Sono anni di galera che mi sono meritato, li ho scontati tutti e dovrò scontare ancora. Ho meritato condanne. Ma non accetto di dover pagare quello che non ho fatto, sia in termini carcerari sia di immagine. Tutto quello che abbiamo fatto come Nar lo abbiamo fatto alla luce del sole, a viso scoperto, rivendicando ogni azione. Ci siamo resi conto che quello che abbiamo fatto è stato inutile o comunque sbagliato”. Dichiarazioni che si sono susseguite anche dopo la sua uscita dall’aula: “Io sono pentito di quello che ho fatto, di quello che non ho fatto non mi posso pentire. Dico anche a nome dei miei compagni di gruppo che non abbiamo da chiedere perdono a nessuno per quanto successo il 2 agosto 1980. Ribadisco il concetto espresso da Francesca Mambro davanti a una Corte di assise, molti anni fa. Non siamo noi che dobbiamo abbassare gli occhi a Bologna”.

Cavallini strage di bologna

Una ferita ancora aperta

La sentenza arriva a ben 40 anni dal terribile avvenimento e dopo quasi due anni di dibattimento, nei quali si sono susseguiti decine e decine di interrogatori. Va ricordato che la sentenza definitiva della Cassazione per la strage di Bologna arrivò il 23 novembre del 1995, dove furono condannati all’ergastolo i neofascisti Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Accusati di depistaggio delle indagini l’ex capo della P2 Licio Gelli, gli ufficiali del SISMI Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, e il faccendiere Francesco Pazienza (collaboratore del SISMI). L’ultima sentenza per l’esecuzione materiale dell’attentato arrivò nel 2007 per Luigi Ciavardini, a cui fu confermata la condanna in cassazione di 30 anni di reclusione.

Manifestazione strage di bologna

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