I cervelli di adulti e bambini si sincronizzano durante il gioco: lo dimostra una ricerca del Princeton Baby Lab

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:13

Princeton Baby LabAdulti e bambini “connessi” nel momento del gioco. Quando si dice “essere sulla stessa lunghezza d’onda”

A dimostrarlo è il Princeton Baby Lab, un laboratorio innovativo di ricerca dell’Università di Princeton. L’idea è partita da un equipe di ricercatori che sono riusciti a dimostrare somiglianze fra l’attività cerebrale del bambino e quella dell’adulto coinvolto nel gioco.

Tutta una questione di sguardi

La “magia” energetica avviene attraverso il contatto visivo. L’esperimento consisteva nell’osservazione di un momento ricreativo con i giocattoli in cui sono stati coinvolti adulti e bambini. La condivisione del giocattolo ed il contatto visivo hanno dato come risultato una “sincronizzazione” delle onde cerebrali dei partecipanti. Il gioco non ha età.

La scoperta della sincronia neurale nei bambini

La prima autrice dell’articolo, Elise Piazza, post-doc associata presso il Princeton Neuroscience Institute, ha spiegato che “Ricerche precedenti hanno dimostrato che i cervelli degli adulti si sincronizzano quando guardano film e ascoltano storie, ma si sa poco su come questa sincronia neurale si sviluppi nei primi anni di età.” Questo potrebbe essere un primo, grande passo per poter analizzare le implicazioni per lo sviluppo sociale del bambino e l’apprendimento delle lingue. Gli studi avevano fino ad ora coinvolto adulti intendi in attività autonome, in sessioni separate dai bambini, attraverso lo strumento della risonanza magnetica funzionale (fMRI).

L’esperimento

L’adulto doveva interagire con una popolazione di 42 neonati e bambini. Di questi, 21 sono stati esclusi perché “Si contorcevano in modo eccessivo” o perché non hanno voluto indossare il cappello. Il campione alla fine era costituito da 18 bambini la cui età variava in un range di età compresa fra i 9 e i 15 mesi. L’esperimento era suddiviso in due parti. Nella prima lo sperimentatore adulto doveva trascorrere cinque minuti andando ad interagire direttamente con il bambino attraverso il gioco o cantando una filastrocca, mentre il bambino era seduto sulle ginocchia di uno dei propri genitori. Nella seconda parte lo sperimentatore doveva girarsi di lato e raccontare una filastrocca ad un altro adulto mentre il bambino era intendo a giocare con il proprio genitore.

I risultati

Al momento dell’analisi dei dati raccolti, i ricercatori hanno notato che durante le sessioni “vis-a-vis” il cervello dei bambini si sincronizzava con quello degli adulti, come emergeva dall’attivarsi di aree note per essere deputate alla comprensione del mondo circostante. Quando invece l’adulto era allontanato visivamente dal bambino, la sincronia neurale fra i soggetti veniva meno. Fra adulto e bambino si va quindi a formare un circuito di “feedback” comunicativo, come se entrambi i poli coinvolti riuscissero ad anticipare le espressioni ed i comportamenti dell’altro – “Quindi, quando un bambino e un adulto giocano insieme, il loro cervello si influenza in modo dinamico” – ha aggiunto Piazza.

Un nuovo sistema di neuroimaging tramite spettroscopia nel vicino infrarosso funzionale

L’osservazione della comunicazione in tempo reale ha richiesto lo sviluppo di un nuovo sistema di neuroimaging a doppio cervello che fa ricorso alla spettroscopia nel vicino infrarosso funzionale (fNIRS),  una tecnica non-invasiva di neuroimaging funzionale che utilizza luce diffusa nella banda spettrale del vicino infrarosso per indagare l’attività emodinamica della corteccia cerebrale e la conseguente capacità funzionale, realizzato grazie al finanziamento della Eric and Wendy Schmidt Transformative Technology Gran. 

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