Caso Bibbiano, la Cassazione: “Immotivati gli arresti per il Sindaco”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:16

Andrea Carletti querelaLa Corte di Cassazione ha motivato l’annullamento della misura cautelare ai danni del Sindaco di Bibbiano, scrivendo che non c’erano elementi per l’arresto.

Quando l’indagine sugli affidi illeciti nella Val d’Enza è emersa a livello mediatico è nato immediatamente un caso Bibbiano. Gli investigatori avevano trovato indizi su maltrattamenti e condizionamenti psicologici ai danni dei bambini. Tali atrocità sarebbero state compiute allo scopo di influenzare i casi di affido pendenti e favorire le adozioni a soggetti interessati. Una simile notizia ha ovviamente colpito l’opinione pubblica che si è scagliata indistintamente su tutti coloro che erano anche semplicemente dipendenti del comune di Bibbiano.

Il caso emblematico della furia cieca della massa è quello del Sindaco Carletti, il quale sin da subito è stato ritenuto estraneo ai fatti. Le indagini su di lui, infatti, vertevano esclusivamente su presunti favoritismi nell’assegnazione dei locali. Nulla a che vedere, insomma, con le atrocità compiute ai danni dei bambini. Ciò nonostante, il primo cittadino è stato posto agli arresti domiciliari, misura cautelare successivamente cancellata dalla Cassazione senza rinvio a giudizio.

Caso Bibbiano, le motivazioni della Cassazione sull’annullamento della misura cautelare per il Sindaco

Oggi sono state rese note le motivazioni che hanno portato la Cassazione ad annullare la misura cautelare ai danni del Sindaco di Bibbiano. Su queste si legge che non c’erano elementi d’indagine che imponevano l’attuazione degli arresti domiciliari. Dalle indagini, rilevano i giudici supremi, non emergono “Concreti comportamenti” né “Elementi concreti” per disporre l’obbligo di dimora al primo cittadino.

Ma se sin dall’inizio non c’erano elementi concreti, com’è possibile che per l’opinione pubblica Andrea Carletti era considerato colpevole? Parte della responsabilità è da attribuire alle dichiarazioni di uomini politici influenti, tra i quali buona parte dei membri del Movimento 5 Stelle, che nel periodo in cui era massima l’indignazione hanno cominciato ad additare il PD e Carletti come conniventi con il sistema criminale. Motivo per cui il Sindaco di Bibbiano ha presentato querela per diffamazione nei confronti di 100 persone, tra le quali spicca il nome di Luigi Di Maio.