Via le pellicce di canguro dalle passerelle, la decisione (che piace) presa da Versace

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:13
Immagine tratta da Greenme.it

Versace ha adottato la decisione di dire stop alle pellicce realizzate con pelle di canguro. L’annuncio è arrivato dopo il disastro che ha colpito l’Australia e i milioni di animali morti negli incendi

Versace dice basta alle pellicce di canguro, bandite con effetto immediato da tutte le collezioni 2019, allineandosi così alle decisioni già prese in questo senso da Diadora e Pro-Life. Queste sono tre delle grandi realtà che dominano i mercati mondiali ad aver deciso di raccogliere un invito lanciato dalla Lav. I canguri, in questo modo, saranno maggiormente tutelati e forse si potrà evitarne l’estinzione nel prossimo futuro. Secondo un dossier pubblicato tre mesi fa proprio dalla Lega antivivisezione, l’Italia è il primo Paese nella classifica degli importatori mondiali di pelle di canguro.

Versace dice basta alle pellicce di canguro, anche il brand italiano di moda dice sì alla Lav

Dopo lo sterminio al quale sono stati sottoposti milioni di animali, uccisi dagli incendi che hanno devastato l’Australia, Versace ha annunciato che da ora in avanti farà a meno della pelle dei canguri nelle sue collezioni di moda. Il famoso brand italiano ha deciso di dire sì a un appello lanciato dalla Lav, che a ottobre 2019 ha pubblicato un report sulla strage silenziosa che sta decimando i canguri e aveva invitato le grandi aziende di moda e abbigliamento a bandire l’utilizzo di questa pelle per la produzione dei loro capi di abbigliamento.

Versace dice basta alle pellicce di canguro, lo spaventoso dossier della Lav: Italia primo importatore di pelle di canguro

Come riporta Greenme.it, Il dossier della Lav (Lega antivivisezione) pubblicato nell’ottobre del 2019 ha restituito una situazione concernente i canguri assolutamente allarmante: sono più di 2,3 milioni gli esemplari che hanno incontrato la morte sia per fabbisogno alimentare sia per esigenze e di moda. Oltre alle pellicce, la pelle di questi marsupiali viene lavorata per produrre calzature.

L’Italia è il principale importatore mondiale di pelle di canguro. Seguono, rispettivamente al secondo  e al terzo posto di questa poco edificante classifica, il Pakistan e la Turchia. Tra il 2012 e il 2016- riporta sempre lo stesso dossier- sono arrivate nel nostro paese oltre 2 milioni di pelli di canguro, e di queste il 39% è partito dall’Australia. Le pelli vengono poi lavorate per realizzare scarpe da calcio e tute da motociclisti (nella stragrande maggioranza dei casi, ma non solo).

“Questi brand globali della moda e dello sport si limitano a verificare che l’approvvigionamento sia legittimo e rispettoso delle norme vigenti. Ma non vanno a vedere (o non vogliono vedere) come è stato possibile classificare il canguro come animale infestante, come le norme che regolamentano le uccisioni sono applicate e se sono sufficienti ad assicurare adeguati livelli di tutela per gli animali, quali conseguenze possono avere le uccisioni di questi animali”, aveva dichiarato la Lav parlando delle aziende che sfruttano la pelle di canguro, di fatto avallando- più o meno consciamente di quello che accade a monte- l’uccisione di questi animali.

Poi la Lav aveva lanciato l’appello che ora ha raccolto anche Versace:

“Si tratta di un atto di responsabilità e di civiltà, in linea con la crescente sensibilità dei cittadini di tutto il mondo per temi come il rispetto degli animali e la sostenibilità ambientale”, dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV area Animal Free”.

Maria Mento