Accuse di stupro al figlio di Beppe Grillo, l’inchiesta va a rilento: si cerca tra i contenuti dei telefoni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:18

Beppe Grillo, figlio accusato di stupro

Continua, a quanto pare a rilento, l’inchiesta sul presunto stupro di gruppo che vede coinvolti una giovane e quattro ragazzi. Tra gli accusati c’è anche Ciro Grillo, il figlio di Beppe Grillo

Un rapporto sessuale, che pare esserci stato ma con modalità non chiare, ha messo nei guai Ciro Grillo (figlio di Beppe Grillo e Parvin Tadjik) e altri tre suoi coetanei. Lo scorso 16 luglio 2019, i quattro hanno conosciuto due studentesse al Billionaire e le hanno invitate a trascorrere il resto della serata in un immobile– che si trova in Sardegna– di proprietà della famiglia Grillo. Le due hanno accettato e nella notte si è consumato il rapporto che ha portato allo svolgimento di un’inchiesta: una delle due ragazze ha denunciato i quattro giovani per aver perpetrato uno stupro di gruppo ai suoi danni.

Gli accusati hanno confermato l’avvenuto rapporto, sostenendo però che si era trattato di un rapporto sessuale consensuale. Della vicenda avevamo già dato notizia, con particolare attenzione verso la dichiarazione rilasciata d Parvin Tadjik, la madre di Ciro Grillo. La donna aveva dichiarato di non aver sentito nulla, quella notte, perché dormiva. Ora, trascorsi sei mesi dall’avvenuta denuncia, l’inchiesta continua ma sembra andare a rilento: ecco cosa scrive Luca Fazzo per Il Giornale.

Accuse di stupro a Ciro Grillo, il punto della situazione sull’inchiesta

La Procura di Tempio Pausania è la Procura sarda che- per competenza territoriale- si sta occupando della denuncia di stupro di gruppo presentata lo scorso 26 luglio 2019 da una studentessa milanese che ha accusato Ciro Grillo e altri tre giovani. Come sottolinea Luca Fazzo, in un pezzo a sua firma per Il Giornale, quello che la Procura aveva promesso all’inizio delle indagini (cioè una risoluzione tempestiva del caso) non solo non si è avverato, ma pare anche che l’inchiesta scattata all’atto della denuncia stia andando a rilento.

L’ultimo atto di cui si ha notizia risalirebbe allo scorso 22 ottobre 2019, quando il procuratore Gregorio Capasso aveva convocato la madre di Grillo jr. Le indagini starebbero andando a rilento perché i quattro accusati avrebbero alle spalle uno stuolo di professionisti pronti a difenderli, compreso l’esperto informatico Mattia Epifani . Infatti, proprio dai profili social e dall’esame degli smartphone dei quattro potrebbe giungere la risoluzione del caso, ed è dunque necessario non tralasciare giusto quell’aspetto.

Accuse di stupro a Ciro Grillo, il caso dei contenuti cancellati dagli smartphone e di una foto pubblicata sui social

Abbiamo detto che gli smartphone degli accusati, ma anche quello della vittima, potrebbero fornire la giusta chiave di lettura di quanto accaduto. Grillo e gli altri tre hanno fornito spontaneamente i telefoni e le relative password. Sappiamo anche che in merito la Procura ha nominato– lo scorso 11 settembre 2019- un consulente che però parrebbe non aver ancora depositato la sua perizia. Il problema sta nel recupero di contenuti che a quanto pare sarebbero stati cancellati.

Esiste un video, girato nel corso della serata incriminata, eppure non è un video che consente di stabilire con certezza come siano andate le cose. L’accusa fornisce una sua interpretazione, che è diametralmente opposta rispetto a quella della difesa. A questo si aggiunge l’esame dei profili social della ragazza 19enne e dei quattro accusati e un tentativo di ricostruzione di tutte le comunicazioni che sarebbero avvenute tra loro. In tal senso, pare che la giovane abbia pubblicato una foto in cui appare sorridente insieme ai genitori e questo sarebbe successo pochi giorni dopo quello che sarebbe accaduto in Sardegna. Come a dire che se sei stata stuprata non puoi apparire felice in una foto. In proposito, Luca Fazzo si esprime così all’inizio del suo pezzo:

Alla fine, come nei processi per stupro degli anni ’60, finirà che a doversi discolpare sarà la vittima. C’ è una ragazza che dice di essere stata violentata: ma il rischio è che ora sia lei a dover spiegare perché ha accettato un invito, o perché non ha rifiutato un ultimo bicchiere. E persino perché, qualche giorno dopo i fatti, abbia postato su un social network una immagine in cui appare sorridente. (….)”.

Maria Mento