Rosa Luxemburg, il 15 gennaio di 101 anni fa l’omicidio della donna che si oppose a Lenin

Ricorre oggi il 101esimo anniversario dell’uccisione di Rosa Luxemburg, la donna che fu economista, filosofa, politica e rivoluzionaria  e che venne uccisa nel corso della rivolta contro la Repubblica di Weimar

Molti storici ritengono che nelle modalità di chiusura della Prima Guerra Mondiale si debbano rintracciare le prime tracce, embrionali, del Secondo conflitto mondiale. Ed effettivamente, il disgregamento dell’impero tedesco e l’interessante e conflittuale esperimento della Repubblica di Weimar– messo in atto tra il 1919 e il 1933- gettarono le basi per la successiva ascesa del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori e di Adolf Hitler.

Ci ritroviamo a parlare di questi accadimenti cruciali, che hanno segnato per sempre il XX secolo, perché oggi ricorre l’anniversario dell’uccisione di uno dei simboli della ribellione alla Repubblica di Weimar: lei era una donna e si chiamava Rosa Luxemburg. Intellettuale, filosofa, economista, politica e rivoluzionaria, capace di opporsi persino alle politiche propugnate da Lenin, Rosa venne catturata e uccisa degli uomini dei Corpi Franchi il 15 gennaio del 1919.

101 anni fa l’uccisione di Rosa Luxemburg, la vita politica della donna che si oppose al nazionalismo

Rosa Luxemburg (poi naturalizzata tedesca) nacque in Polonia il 5 marzo del 1871. Ultima dei sei figli avuti da Eliasz Luksemburg e dalla moglie Line Lowenstein, Rosa apparteneva a una famiglia benestante, dedita al commercio del legname, di origini ebraiche.

Parliamo di una delle intellettuali e politiche europee che hanno segnato la storia del Vecchio Continente nel XX secolo. A lei si deve- oltre alla pubblicazione di numerose opere incentrate sul tema dell’economia (opere tradotte anche in italiano)- una ferrea opposizione alle istanze moderate del revisionismo interno del Partito Socialdemocratico di Germania e dell’Internazionale, nonché del centralismo democratico che voleva attuare Lenin.

Già da giovanissima, mentre frequentava il Secondo Liceo femminile, entrò a far parte del gruppo rivoluzionario clandestino definito “Proletari”. Gli arresti che colpirono, in quegli anni, quei gruppi di opposizione rischiarono di vedere anche lei tra le fila degli arrestati, e così Rosa fu costretta a lasciare Varsavia e a stabilirsi in Svizzera dopo la conclusione degli studi liceali. Nel frattempo, la giovane aveva iniziato a studiare le opere di Marx ed Engels, i teorici dell’ideologia comunista.

Si data al 1898 il suo ritorno a Berlino. Costretta a sposare un cittadino tedesco, per ottenere i documenti necessari che le potessero permettere di entrare nel Paese, Rosa Luxemburg era decisa più che mai a continuare la sua lotta contro il PPS e il nazionalismo tedesco. Era già stato fondato (nel 1894 e in totale clandestinità) da lei e da Marchelewski, Warszawski e Jogiches, la SDKP (la Socialdemocrazia del Regno di Polonia). Il progetto prevedeva la realizzazione- con la collaborazione dei socialdemocratici russi– di una costituzione democratica che prevedesse una autonomia territoriale per la Polonia. Ma l’idea di indipendenza della Polonia venne rigettata in quanto “illusione destinata a distogliere i lavoratori dalla lotta di classe”.

Rosa Luxemburg continuò comunque a lottare e a dare voce alla sua teorie politiche pubblicando, simultaneamente, i suoi scritti.

101 anni fa l’uccisione di Rosa Luxemburg: la rivoluzione del 1918, l’arresto e l’omicidio

Nel 1918, lo scoppio della Rivoluzione tedesca vide Rosa Luxemburg in prima linea. Una delle sue ultime collaborazioni vide la fondazione del Partito Comunista di Germania. Si arriva, così, ai tragici fatti passati alla storia come quelli della “rivolta di gennaio”, che ebbe inizio il 6 gennaio del 1919. La Luxemburg prese parte pure a quelle contestazioni, e fu proprio allora che venne arrestata e uccisa. Furono i paramilitari delle Freikorps a catturare lei e anche Liebknecht. Quello che avvenne successivamente solleva dei forti dubbi sull’identificazione del corpo della rivoluzionaria.

101 anni fa l’uccisione di Rosa Luxemburg, il giallo del suo corpo mai ritrovato: le spoglie identificate non erano le sue

Per anni, si è creduto che i resti umani di Rosa Luxemburg fossero quelli che erano stati ritrovati in fondo a un canale, mesi dopo rispetto alla sua uccisione. Ma questa identificazione non avrebbe tenuto conto di un dettaglio assolutamente non trascurabile: Rosa Luxemburg soffriva di una malformazione al femore di cui, nei resti identificati come ufficiali, non ci sarebbe invece traccia. La malformazione in questione si deve a una malattia che aveva colpito Rosa in giovane età, dopo che lei e la sua famiglia si erano trasferiti a Varsavia.

Ci si è chiesti dunque che fine avesse il fatto il vero corpo di Rosa, uccisa dagli uomini dei Freikorps poco dopo il suo arresto e ancora prima di essere trasferita in carcere. Quelle che fino a poco tempo fa sono state credute essere le sue spoglie vennero ritrovate il 31 maggio del 1919 e successivamente sistemate nel cimitero centrale di Fridrichsfelde. Il cimitero venne distrutto, nel 1935, dai tedeschi: in quell’occasione i resti qui tumulati andarono dispersi.

La risposta che pare aver dato una risoluzione definitiva a questo giallo è arrivata circa una decina di anni fa: nel 2009 Dier Spiegel, famosa rivista settimanale tedesca, ha dato una notizia secondo la quale la salma di Rosa si troverebbe conservata all’istituto di medicina legale dell’ospedale Charité di Berlino.

Articolo in fase di aggiornamento.

Maria Mento