Con la nuova riforma i 18enni potranno votare al Senato, ma non solo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:13

Urne voto

Arriva il via libera in commissione, a breve sarà in aula. Fra le novità più importanti la possibilità per i 25enni di essere eletti al Senato

Ad introdurre l’importante novità in materia di diritto al voto è il ddl approvato in commissione. Oltre all’ equiparare i criteri fra Palazzo Madama e la Camera, la riforma prevede anche una modifica dei criteri dell’elettorato passivo.

Riforma storica 

L’emendamento, approvato dalla commissione Affari costituzionali del Senato, è stato presentato da Dario Parrini del PD. Una riforma storica, che è stata a lungo tempo dibattuta da giuristi Costituzionalisti.

Cosa cambia rispetto alla situazione attuale

Le maggiori modifiche che verranno introdotte, come ha riportato Parrini, riguardano l’ equiparazione dell’età dei votanti fra Camera e Senato. I senatori di palazzo Madama potranno essere eletti dai futuri maggiorenni, a differenza di quando era previsto fino ad oggi per l’elettorato attivo: al Senato, infatti, potevano votare solo coloro i quali avessero compiuto 25 anni. Per quanto riguarda l’elettorato passivo, invece, poteva farsi eleggere solo chi avesse compiuto il 40esimo anno di età. Dopo l’approvazione della riforma coloro i quali abbiano compiuto i 25 anni di età potranno candidarsi.

Approvazione bipartisan, astenuta Forza Italia

L’approvazione della Riforma Costituzionale a lungo dibattuta è stata avallata nella Commissione Affari Costituzionali del Senato con un approvazione bipartisan, con la sola astensione di Forza Italia. Federico D’Incà (M5S) attualmente ministro per i Rapporti con il Parlamento ha commentato su twitter:

Una riforma questa che cambierà non poco il panorama politico da qui a molti anni a venire. Coinvolgere nel processo politico fasce così giovani della popolazione si auspica che porterà ad uno svecchiamento delle pratiche democratiche e culturali, ma potrebbe avere anche conseguenze inaspettate. Molti sondaggisti anche infatti evidenziato come attualmente l‘elettorato italiano sia uno fra i più volubili in Europa. Far entrare nelle urne una fascia di elettorato così giovane potrebbe avere come conseguenza anche l’aumento del tasso di volubilità del voto.