Nostalgia ’90, quando non c’erano i talent ma c’era Bravo Bravissimo

Alzi la mano chi, vedendo il succitato video e ascoltando la sigla ispirata all’aria Largo il Factotum, non si sente immediatamente catapultato negli anni ’90.

Torniamo a distanza di tempo con un nuovo capitolo dedicato alla rubrica dedicata alla nostalgia per il decennio iniziato 30 anni or sono.

Noi si aveva nostalgia già qualche anno fa, figuriamoci oggi che siamo entrati in un uovo decennio (ok, ci siamo entrati già 17 giorni fa ma non sottilizziamo).

In questo caso, vogliamo parlare di Bravo Bravissimo, trasmissione condotta da Mike Bongiorno e andata in onda sulle reti Mediaset tra il 1991 (la prima puntata fu trasmessa il 15 novembre 1991) e il 2002 (dapprima su Canale 5, poi su Rete 4).

Quando ancora i talent show non esistevano, Bravo Bravissimo è stato il primo programma a portare il talento in tv (tant’è che il format fu esportato in altri quattro paesi).

Il talento di giovanissimi ragazzini, per la precisione.

A quei tempi, in realtà, esisteva anche il Festival dello Zecchino d’Oro, ideato da Cino Tortorella e trasmesso dalla Rai sin dagli alborib (ed accusato nei ’70 di “incoraggiare il divismo infantile”).

Per il resto, non c’era nulla: consideriamo pure che la prima edizione di ‘Amici’ (che ancora si chiamava ‘Saranno Famosi’) è andata in onda nel 2001, proprio quando l’epopea di Bravo Bravissimo era agli sgoccioli.

A quei tempi ero un ragazzino anche io e il talento dei ragazzini mi regalava una forma di tristezza. Non so se mi intristisse il fatto che mi sembrassero come delle scimmiette ammaestrate, il fatto che i miei nonni le guardassero ammirati o il fatto che io, di talento nemmeno l’ombra.

Penso più il primo aspetto, ché mi sembrava un po’ di guardare lo zoo ma con dei giovanissimi al posto degli animali del caso (e per altro l’esotismo dei giovanissimi era simile a quello degli animali dello zoo, ché molti dei piccoli talenti erano sovietici).

Adesso, che ragazzino più non sono, posso ricordare il programma con discreta nostalgia.

D’altra parte, se ci sono nostalgici del Ventennio, credo possa anche avere nostalgia di Bravo Bravissimo senza sentirmi in colpa.