Cina, possibili nuove 1700 infezioni da coronavirus: quali rischi per noi?

Allarme in Cina 1700 casi di infezione

Desta allarme la stima degli esperti britannici sul coronavirs comparso a dicembre, di molto superiori alle stime ufficiali.

La Bbc ha riportato un analisi per cui il ‘virus misterioso’ che ha originato un focolaio nella città cinese di Wuhan sarebbe già stato esportato, mettendo a rischio le persone in tutto il mondo.

Lo studio è stato condotto dal Centro Mrc per l’analisi globale delle malattie infettive dell’Imperial College di Londra, che fornisce consulenza ad enti tra cui il governo del Regno Unito e l’Organizzazione mondiale della sanità. L’indizio cruciale per comprendere la reale entità del problema sta proprio nei casi legati al nuovo coronavirus rilevati in altri Paesi, come i due pazienti infettati in Thailandia e Giappone.

Il dato allarmante è quello per cui oltre ai 50 casi identificati finora, gli infetti arriverebbero a 1700. “Una proiezione basata sul traffico aereo da Wuhan” spiega Neil Ferguson, l’autore principale dello studio pubblicato sul sito dell’Università, dove si stimano 1700 casi.

Un focolaio di questa potata, sottolinea l’esperto, fa pensare ad una possibilità di trasmissione da uomo a uomo, finora esclusa dall’Oms e dalle autorità cinesi. “Non c’è bisogno di essere allarmisti – afferma – ma l’ipotesi dovrebbe essere presa in considerazione seriamente”.

Possibili rischi di infezione in Italia e in Europa

Molti aereoporti stanno intensificando i controlli, a partire da Thailandia e Giappone, fino agli Usa dove anche San Francisco, Los Angeles e New York hanno scelto di applicare misure simili. Tre aeroporti nell’Unione Europea (Ue) hanno collegamenti aerei diretti con Wuhan, oltre a collegamenti indiretti con altri hub dell’Ue. Ma per l’Ecdc – Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie –  il rischio contagio è molto basso.

Per Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità (Iss), l’allarme dei ricercatori inglesi “è credibile e non va sottovalutato.”.

“Oltretutto è frutto del lavoro di uno studioso del calibro di Ferguson, uno dei più grandi modellisti a livello mondiale. Considerati i casi rilevati in Thailandia e Giappone, penso anche io che il numero di infezioni legate a questo virus possa essere superiore a quanto rilevato finora” spiega il direttore.

Fino a che non sarà dimostrata un importante trasmissione tra persona e persona, è più probabile che l’epidemia resti circoscritta, escludendo rischi per l’Italia.