Patrimonio Immateriale Unesco, nel 2021 la musica techno potrebbe rientrare nella lista

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:06

Nel 2021 la lista del patrimonio Immateriale da tutelare secondo l’Unesco si potrebbe arricchire grazie a una new entry: la musica techno. La richiesta di inserimento arriva dalla Germania

Dr. Motte, noto dj tedesco, ha avanzato la proposta di eleggere la musica techno a patrimonio immateriale dell’Unesco. L’intento del noto disc jockey è anche quello di recuperare, in occasione di questo avvenimento, il festival musicale di strada che ha lasciato un’impronta significativa nella cultura rave europea degli anni ’90 del secolo scorso: “Love Parade”. La notizia è stata riportata da GreenMe.it.

La musica techno candidata a Patrimonio Immateriale Unesco, la musica techno vista come strumento di unione tra popoli

A nove anni dalla sua sospensione, causata dalla tragedia consumatasi a Duisburg nel 2010 (21 persone persero la vita e altre 342 rimasero ferite in quell’occasione), potrebbe tornare il festival musicale “Love Parade”. A voler far ripartire una kermesse nata a Berlino- e poi estesasi in diversi altri Paesi europei- è il dj tedesco noto con il nome artistico di Dr. Motte, il quale vorrebbe anche che la musica techno venisse riconosciuta come Patrimonio Immateriale dell’Unesco.

La motivazione? La musica techno è fonte di unione tra i popoli e non di divisione, crea ponti e trascende i confini: tutte le persone possono ascoltarla e ballarla, e non sono richieste particolari conoscenze.

“Sono sicuro che possiamo ottenerlo (il riconoscimento di Patrimonio Immateriale, ndr). Internet ci consente di collegare la nostra campagna con i corvi di tutto il mondoha dichiarato Dr. Motte e mostrare all’Unesco che la techno è una musica che unisce, quale sorella delle diverse nazionalità e che può essere compresa e condivisa da persone delle più diverse nazionalità e lingue. È giunto il momento per una nuova generazione di conoscere la techno e apprezzare la techno e il posto giusto per essa è la città di Berlino e l’evento che è servito da piattaforma per un produttore musicale nuovo e di successo, la Love Parade, concepita come un partito pacifista e liberatorio”.

La musica techno candidata a Patrimonio Immateriale Unesco, donazioni economiche per far ripartire “Love Parade”

Dr. Motte ha intenzione di raccogliere donazioni economiche e di utilizzare un’organizzazione senza scopo di lucro– chiamata “Rave the planet”- tramite la quale far ripartire il festival. Il dj ha già avanzato la sua proposta all’Unesco. Nell’eventualità che il festival riuscisse a rinascere, Dr. Motte ha anche pensato a delle misure ambientaliste da adottare per evitare che si ripeta ciò che già è avvenuto nel passato, e cioè una massiccia spesa generata da una grande mole di rifiuti portata nella città da chi prendeva parte alla rassegna.

Nella richiesta di inserimento della techno come Patrimonio Immateriale sono stati anche evidenziati i benefici che questo inserimento, se accettato, apporterebbe:

L’inclusione nella directory nazionale dell’UNESCO è un riconoscimento comunicativo e simbolico della musica dance elettronica e della cultura dei club”, poi “Lo status di “patrimonio culturale immateriale” promuove la consapevolezza della società che la cultura della musica dance elettronica è una forma indipendente di cultura che ha da tempo superato la sua esistenza di nicchia”, e ancora “L’inclusione nell’elenco dell’UNESCO garantisce l’attenzione internazionale e aumenta la consapevolezza di come proteggere e preservare questa cultura”.

Maria Mento