Pietro Anastasi, l’ultimo calciatore vittima della Sla. Sul male dei calciatori Guariniello ci vuole vedere chiaro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:57

Pietro Anastasi, centravanti della Juventus anni ’70, è morto nei giorni scorsi a causa della Sla. Ultimo di una lunga serie di decessi che riporta l’attenzione su un mistero che non ha ancora soluzione.

La Sla, sclerosi laterale amiotrofica, ha colpito ancora. Nei giorni scorsi alla lunga lista di calciatori deceduto a causa della malattia si è aggiunto infatti Pietro Anastasi, centravanti della Juventus e della Nazionale negli anni’70. I medici si sono resi conto della malattia che lo affliggeva dopo averlo operato di tumore all’intestino. Come detto Pietro è stato solo l’ultima vittima di un male la cui diffusione nel mondo del calcio è sospetta. La correlazione tra i campi di calcio e le morti  è stata portata alla luce da uno studio epidemiologico compiuto dal magistrato Raffaele Guariniello.

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Il giudice condusse uno studio sui calciatori di Serie A, B e C dalla stagione ’59-’60 a quella ’99-’00 che ha dimostrato una maggiore incidenza della malattia per chi praticava lo sport più amato dagli italiani a livello professionistico. Tanto che Guariniello la definì “Malattia Professionale” dei calciatori. Il sospetto è che a causare la Sla possano essere le sostanze dopanti (si parlava della corteccia surrenale per i calciatori della Fiorentina e per Signorini). Altre ipotesi riguardano le sostanze chimiche utilizzate per ravvivare l’erba dei campi, o lesioni dovute a scontri di gioco. Un secondo studio compiuto dall’Istituto Mario Negri ha confermato i risultati del primo, aggiornandoli al 2018.

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Sebbene questi studi dimostrino che c’è una maggiore incidenza della malattia tra i calciatori, ciò non è servito a fare passi avanti nella prevenzione. Lo dice la fondazione Borgonovo che da anni si occupa di dare visibilità al fenomeno al fine di trovare una connessione diretta con la malattia. Ciò aiuterebbe a capirne le cause e a fare prevenzione. La fondazione gestita dalla moglie di Stefano Borgonovo, una delle tante vittime, spiega infatti: “La ricerca va avanti, ma sul fronte calcio siamo fermi. Nel silenzio generale i calciatori continuano ad ammalarsi e morire”.

L’obiettivo è quello di convincere l’Uefa e la Fifa ad investire nella ricerca per cercare di evitare che altri calciatori, in futuro, possano ammalarsi. Guariniello è sulla stessa lunghezza d’onda della fondazione Borgonovo: “Non si vuole criminalizzare il calcio, ma trovare il nesso. Peccato non aver mai incontrato un pentito su questo fronte. La mafia li ha, il calcio no”.

Ecco un elenco delle vittime fino ad oggi:

Giovanni Bertini, Fulvio Bernardini, StefanoBorgonovo, Albano Canazza, Piergiorgio Corno, Ernesto Cucchiaroni (Morì in un incidente stradale a 44 anni, nel 1971, ma già gli era stata diagnosticata la Sla.). Paolo List, Adriano Lombardi, Lauro Minghelli (a soli 31 anni) Ubaldo Nanni, Ernst Ocvwirk, Fernando Ricksen; e ancora Giorgio Rognoni, Narci Soldand, Marco Sguaitzer, Gianluca Signorini, Guido Vincenzi e Pietro Anastasi.