Atroce delitto nel centro Italia: mamma accusata di infanticidio, avrebbe ucciso la figlioletta di 6 anni e abbandonata fra le fiamme per coprire le prove

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:31

Svolta nelle indagini del rogo di Servigliano. La donna avrebbe ucciso la figlia per poi abbandonarla volontariamente in mezzo alle fiamme

FERMO, 21 GENNAIO: Colpo di scena nelle indagini che riguardano il rogo nel quale ha perso la vita una bimba di 6 anni lo scorso 8 gennaio. Stando al parere degli inquirenti sarebbe stata la madre ad uccidere la figlioletta. Tesi sostenuta dal procuratore Francesca Perlini e avallata dal Gip del tribunale di Fermo, che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti della donna. Il fermo della madre è arrivato dopo un lungo interrogatorio avvenuto ieri sera. La donna, una 38enne di origini bulgare, è stata condotta in carcere dopo dai carabinieri con l’accusa di omicidio volontario.

Gli inquirenti avevano già sospettato qualcosa

Che il rogo non fosse avvenuto in maniera accidentale era una pista che si stava già seguendo la scorsa settimana. Infatti i Carabinieri, assieme agli assistenti sociali della zona, si erano recati qualche giorno fa presso l’Asilo di Servigliano frequentato dalla figlia più piccola della 38enne, che sarebbe sopravvissuta all’incendio assieme alla mamma.

Il padre sarebbe stato all’oscuro di tutto

La più piccola delle sorelline è stata portata presso una casa protetta senza prima comunicare nulla al padre, assente la sera dell’incendio. Una notizia che l’uomo, all’oscuro di tutto, avrebbe chiesto di tenere sotto il massimo riserbo per non creare agitazione alla madre, al momento ricoverata in ospedale dopo l’esalazione dei fumi tossici sviluppatisi dall’incendio.

Sono emerse prove schiaccianti contro la donna

Dopo l’intervento dei vigili del fuoco e dei militari dell’arma, sul luogo della tragedia sono state raccolte prove che, stando alle prime indiscrezioni, risulterebbero schiaccianti. Quanto è stato trovato è al momento custodito nei referti autoptici. Gli elementi necessari ad avanzare l’accusa contro la madre infanticida sarebbero emersi dopo gli esami tossicologici effettuati sul cadavere della bambina. La salma è infatti ancora posizionata presso l’obitorio di Fermo a disposizione delle autorità giudiziarie che confermeranno o meno l’atroce ipotesi di omicidio volontario.