Assolto dal giudice il vigile di Sanremo che timbrava il proprio cartellino in mutande: “Il fatto non sussiste”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:01

“Il fatto non sussiste”. Questa è la motivazione del gup Paolo Luppi su Alberto Muraglia, il vigile di Sanremo filmato a timbrare il badge in mutande.

Il vigile di Sanremo, Alberto Muraglia, sorpreso a timbrare il cartellino in mutande, è stato assolto dal giudice per le udienze preliminari Paolo Luppi perché il fatto non sussiste. Muraglia era stato messo agli arresti domiciliari il 22 ottobre del 2015. Oltre a lui vennero eseguite 43 misure cautelare e il comune di Sanremo licenziò ben 32 indagati.

Il vigile era il responsabile dei controlli al mercato ortofrutticolo. Le immagini della Guardia di Finanza lo mostravano intento a strisciare il cartellino in mutande. Ma è notizia di oggi l’assoluzione da parte del giudice.

Questa la spiegazione dell’avvocato Alessandro Moroni, difensore del vigile: “Per gli operai della Fiat, di molte fabbriche, ma anche per i vigili l’orario comincia a decorrere quando entrano nel luogo di lavoro e vanno negli spogliatoi per indossare la divisa. Muraglia era sia vigile che custode del mercato: alle 5.30 del mattino, vestito in borghese, apriva i cancelli; poi rientrava in casa, alle 7.30 indossava l’uniforme e strisciava il badge”.

Moroni ha continuato: “Nell’arco di un anno, tanto è durata la videosorveglianza, il mio assistito è stato ripreso 4 volte, solo 4 volte, a compiere la timbratura in mutande. Ma era appunto tutto regolare, solo che il filmato è stato diffuso dagli inquirenti completamente fuori dal suo contesto. Figuratevi che furono mostrate anche sul palco del Festival…”.

Assolto il vigile di Sanremo sorpreso a timbrare il cartellino in mutande nel 2015

A gennaio del 2016 Muraglia era stato licenziato, ma attraverso il suo avvocato aveva presentato ricorso al giudice del lavoro e nel frattempo aveva aperto una bottega per la riparazione di elettrodomestici sempre a Sanremo.

Le motivazioni del gup saranno depositate tra 90 giorni. L’inchiesta, denominata ‘Stachanov’, ha portato comunque a processo ben 16 persone, che hanno patteggiato la pena. 

Queste le parole del procuratore aggiunto di Sanremo, Grazia Pradella: “L’impianto accusatorio vede una sostanziale conferma in sedici patteggiamenti e altrettanti rinvii a giudizio. Per quanto riguarda gli abbreviati leggeremo con attenzione le motivazioni e decideremo il da farsi anche perché su queste posizioni vi erano prove che la procura ha considerato importanti e di spessore. Valuteremo con estrema serietà, così come con estrema serietà sono state considerate le prove fotografiche e documentali”.