Caso Gregoretti: la Lega manda Salvini in tribunale. Cosa sta succedendo?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:18

La giunta delle immunità del Senato dà il via a procedere contro Salvini per l’accusa di sequestro di persona

E’ stato lo stesso leader del carroccio Matteo Salvini a richiedere ai suoi Senatori di votare contrari alla proposta del presidente Maurizio Gasparri (Fi) di negare l’autorizzazione a procedere con l’accusa. Il fine sarebbe quello di provare – a detta sua – la sua innocenza. 

Si giunge al passaggio successivo in Senato

L’espressione di voto favorevole a procedere per via giudiziaria da parte dell’accusa porta al secondo passaggio, quello in aula. Il 17 febbraio la richiesta di processare Salvini verrà discussa nell’aula del Senato. Le possibili conseguenze saranno tre: verranno presentati ricorsi finalizzati a bloccare l’iter, Salvini verrà processato oppure, stando all’articolo 135-ter del regolamento del Senato, un gruppo di almeno 20 senatori della Repubblica «potrà formulare proposte in difformità dalle conclusioni della Giunta, mediante la presentazione di ordini del giorno motivati, in mancanza dei quali l’Assemblea non procede a votazione, intendendosi senz’altro approvate le conclusioni della Giunta». Ciò significa quindi che il Senato sarà obbligato ad esprimere nuovamente il voto.

Grande assente la maggioranza

La maggioranza di governo, attualmente composta da PD, M5s e Italia Viva, ha deciso di assentarsi alla riunione, definendola una «pagliacciata». Contro il processo hanno votato i 4 senatori di Forza Italia (oltre a Gasparri, Lucio Malan, Fiammetta Modena, Adriano Paroli) e il senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni. Un ribaltamento di ruolo, voluto su mandato del leader leghista, quello dei 5 parlamentari della Lega che si sono espressi contrari alla relazione di Gasparri e dunque a favore del processo. E’ finita 5 pari e, secondo il regolamento di Palazzo Madama, in caso di pareggio il testo in esame viene bocciato.

Ed è qui che piomba il paradosso giudiziario

Tuttavia, anche se il Senato dovesse approvare l’autorizzazione a procedere con il processo, non significa che questo si svolga realmente. Il Tribunale dei Ministri, pur avendo l’autorizzazione a procedere, è obbligato a trasmettere tutti gli atti al Tribunale del capoluogo competente, in questo caso quello di Catania. Ed è qui che si giunge al paradosso giudiziario: la procura catanese si è già pronunciata a riguardo, chiedendo l’archiviazione del caso Gregoretti, ritenendo (a differenza di quanto è accaduto con il caso nella nave Diciotti) che non vi siano gli estremi per procedere ad un processo per sequestro di persona.

La Procura di Catania quindi dovrà portare avanti un’accusa per poi sottoporla in seguito al giudice per le udienze preliminari, il quale dovrà decidere se rinviare a giudizio Matteo Salvini o proscioglierlo. 

 

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