Reddito di Cittadinanza, la stroncatura di Berlusconi: “Una paghetta offensiva”

Silvio BerlusconiA quasi un anno dall’entrata in vigore del reddito di cittadinanza è tempo di bilanci e Berlusconi ci va giù duro, stroncando la misura voluta dal M5S.

Il Movimento 5 Stelle ha puntato gran parte della sua campagna elettorale sul reddito di cittadinanza. Una misura inseguita con insistenza dai pentastellati, i quali hanno fatto di tutto affinché fosse inserita all’interno della Legge di Bilancio 2019, fosse approvata e in vigore prima delle elezioni europee dello scorso maggio. A beneficiarne dovevano essere  1 milione 300 mila famiglie (secondo l’Istat), ma ne hanno usufruito solo un milione di famiglie per un totale di 2,4 milioni di beneficiari.

Leggi anche -> Reddito di cittadinanza: le Iene scovano due “furbetti”, inviato aggredito

I numeri che ci dicono che la misura non ha attecchito come avrebbe dovuto, però, riguardano soprattutto il contenuto dell’assegno mensile che si attesta in media sui 493 euro, cifra ben distante dai 780 promessi in fase di presentazione. Ma soprattutto quelli dei beneficiari passati alla fase 2, ovvero l’ottenimento di un posto di lavoro. La seconda fase del progetto, infatti, al momento stenta a decollare. Non è chiaro quale sia il numero di percettori del reddito che abbia effettivamente trovato lavoro attraverso l’ausilio dei navigator.

Leggi anche ->Quale sarà il futuro del reddito di cittadinanza? Salvini: “Ho mille dubbi, speriamo possa creare lavoro”

Reddito di Cittadinanza, la stroncatura di Berlusconi: “Una paghetta offensiva”

Era lecito attendersi che l’ottenimento dei posti di lavoro non fosse celere quanto la percezione del reddito, dunque è probabile che con maggiore tempo a disposizione la misura voluta dal Movimento 5 Stelle possa creare effettivamente opportunità di lavoro. Non ne è convinto però Silvio Berlusconi, il quale dai propri profili social stronca in maniera netta il reddito di cittadinanza: “Sappiamo che purtroppo negli ultimi tempi sono stati trecentomila i giovani che hanno lasciato l’Italia per cercare un lavoro adatto alle loro aspirazioni, che in Italia non trovavano. Dobbiamo sapere che esistono oggi in Italia due milioni di ragazze e ragazzi che non studiano e non lavorano. Questo governo, invece di credere nel loro futuro e di offrire prospettive concrete, propone come unica soluzione il reddito di cittadinanza, paghetta offensiva di 493 euro in media”.

Ci va già duro Silvio Berlusconi sui suoi profili social, aggiungendo: “Quindi bisogna trovare delle soluzioni diverse. Noi abbiamo approfondito il problema – spiega – proponiamo la detassazione, cioè una fiscalità di vantaggio, per le aziende che investono e assumono giovani e, in relazione ai giovani assunti, una detassazione e una decontribuzione dei contratti di lavoro: tre anni per il praticantato e i successivi tre anni per i contratti di primo impiego”.