Donna uccisa a Verona, uomo si costituisce a Genova e confessa: una lite il movente del delitto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:36

polizia scientifica

Ci sarebbe una lite dietro l’omicidio di una donna di origini polacche avvenuto a Verona tra domenica e lunedì. Il presunto assassino, che si è costituito a Genova, ha confessato

Ha confessato, a Genova, di aver compiuto un delitto a Verona. Un uomo di 41 anni e di nazionalità tunisina si è presentato dinanzi agli agenti della Questura del capoluogo ligure e ha ammesso di aver ucciso una donna in Veneto. La vittima è una donna 51enne di origini polacche. È stata uccisa nella sua abitazione nella notte tra domenica e lunedì scorso. Secondo la confessione resa dal presunto colpevole, il delitto avrebbe seguito una violenta lite.

Una donna polacca uccisa a Verona, il suo presunto omicida ha confessato: arrestato. Pare si sia trattato di un pestaggio

È morta per le violente percosse incassate dal suo assassino, la donna polacca di 51 anni che è stata ritrovata priva di vita nella sua abitazione, a Verona. La vittima ha perso la vita pochi giorni fa e più precisamente nel corso della notte tra domenica 19 e lunedì 20 gennaio. Le cause della sua morte, come riporta l’Agenzia Ansa, sono state confermate da ambienti che sono vicini agli inquirenti.

Per quanto riguarda il suo presunto assassino, si tratterebbe di un uomo tunisino di 41 anni, il quale si sarebbe costituito consegnandosi, ieri, ai poliziotti che sono in servizio nella città di Genova. L’uomo ha confessato e ha detto di aver avuto una lite per futili motivi con la vittima. Dopo, avrebbe avuto luogo la brutale aggressione che non le ha lasciato scampo. Questi i contorni della vicenda entro la quale è maturato il delitto, anche se adesso gli inquirenti stanno cercando di ricostruire per filo e per segno tutta la dinamica. Intanto, il 41enne è stato tratto in arresto con l’accusa di omicidio.

Una donna polacca uccisa a Verona, forse la donna e l’uomo avevano un rapporto sentimentale

Le Procure di Genova e di Verona indagano, insieme, su questo caso. Il Pubblico Ministero Elvira Di Tulli ha disposto l’esecuzione dell’esame autoptico sul corpo della vittima.

Non sono chiari, al momento, nemmeno i rapporti che intercorrevano tra vittima e presunto assassino: i due si conoscevano ma resta da appurare se fossero legati o meno da un rapporto sentimentale.  La pista del legame spiegherebbe perché l’uomo, la sera del delitto, si sia fermato a dormire in casa della donna, in zona stadio di Verona.

Arrivato a Genova, l’uomo avrebbe detto ai poliziotti:Sono preoccupato, forse ho ucciso una donna durante una lite“. Il 41enne ha dichiarato di essersi svegliato all’interno del residence in cui viveva la donna, di aver trovato la donna distesa per terra (ormai morta) e di essere poi fuggito per paura.

Maria Mento