Legami tra mafia e politica, parla il boss Giuseppe Graviano: “Imprenditori di Milano implicati nelle stragi”

Giuseppe Graviano, il boss mafioso arrestato 26 anni fa, ha deciso di parlare e di rivelare alcune verità sulle stragi di mafia avvenute negli anni ’90. Il boss ha tirato in ballo degli imprenditori milanesi

Giuseppe Graviano, il boss arrestato 26 anni fa e poi condannato all’ergastolo, ha deposto nell’ambito del processo relativo alla “’ndrangheta stragista” che lo vede implicato. L’imputato è intervenuto in videoconferenza e ha fatto delle rivelazioni indirette sulle stragi di mafia compiute negli anni ‘90 del secolo scorso. Il boss ha fatto riferimento alle circostanze del suo arresto e ha “incoraggiato” il Procuratore Aggiunto di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo a muoversi su quella pista, affermando che indagando in quella direzione si potrebbe giungere alla scoperta dei mandanti.

Le rivelazioni del boss Giuseppe Graviano: “Imprenditori di Milano non volevano la fine delle stragi”

È tuttora in corso, e la prossima udienza è stata fissata per il 7 febbraio del 2020, il processo sulla “’ndrangheta stragista” che vede imputato il boss Giuseppe Graviano, già condannato all’ergastolo. Nella sua deposizione, resa nel corso dell’ultima udienza, il boss ha dato per la prima volta delle indicazioni sulle stragi di mafia e ha parlato di imprenditori di Milano che non volevano la fine degli attentati. Si tratta di rivelazioni importantissime perché Graviano, in 26 anni di “carcere duro”, non aveva mai fornito indicazioni in merito e non aveva risposto ai magistrati.

Quella di Giuseppe Graviano è una figura chiave, essenziale, per la conoscenza dei rapporti che intercorrevano tra Stato e mafia nei periodi che poi hanno condotto alle uccisioni emblematiche di Falcone e Borsellino. L’inchiesta che si sta dibattendo in aula vede il boss imputato insieme al capo ‘ndrangheta Rocco Filippone per l’omicidio dei due Carabinieri Antonio Fava e Giuseppe Garofalo. I due militari vennero uccisi a Reggio Calabria in data 18 gennaio 1994 e  a cui seguì il ferimento di altri quattro Carabinieri.

Vicenda, questa, da ricollegare agli attentati che si verificarono nel 1993 a Firenze, Roma e Milano e che- come riporta il Corriere della Sera- avevano lo scopo di costringere Stato e Forza Italia a scendere a patti con la mafia.

Le rivelazioni del boss Giuseppe Graviano, quei riferimenti a Dell’Utri e Berlusconi

Se volete scoprire i veri mandanti delle stragi indagate sul mio arresto”, ha detto Graviano e ha aggiunto cheD’Agostino è stato coinvolto a sua insaputa. Era la prima volta che veniva a Milano, l’ hanno avvicinato con la storia che doveva far fare al figlio un provino con il Milan. Se indagate su questo arriverete ai mandanti delle stragi”.

Il riferimento è per Giuseppe D’Agostino, padre dell’ex calciatore Gaetano D’Agostino, che era andato a trovare il figlio e che sarebbe stato messo in mezzo. Con Graviano, dieci giorni dopo il duplice omicidio dei carabinieri, vennero arrestati il fratello Filippo Graviano (condannato anche lui all’ergastolo) e lo stesso D’Agostino. La vicenda del provino del figlio con il Milan conduce a Marcello Dell’Utri: fu lui a segnalare al club sportivo Gaetano D’Agostino.

Il riferimento sugli imprenditori milanesi che non volevano che le stragi finissero pare portare dritto a Silvio Berlusconi. Sebbene Graviano non abbia mai fatto esplicitamente il suo nome in aula, in delle intercettazioni registrate in carcere nel 2016 il nome dell’ex cavaliere emerge in delle discussioni che il boss intratteneva con il compagno di cella Umberto Adinolfi. I contenuti di queste intercettazioni non state smentite dal boss, che anzi ne ha parlato come “unico elemento di verità nelle carte che lo accusano” rispetto alle dichiarazioni (quelle sì, bugiarde) rilasciate da altri pentiti.

Maria Mento