Turchia: Erdogan rispolvera il matrimonio riparatore, le donne scendono in piazza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:23

Le donne turche sono scese in piazza per protestare contro la proposta di legge del governo Erdogan riguardante il matrimonio riparatore.

Sono passati quattro anni da quando il governo turco provò una prima volta a fare passare una legge sul matrimonio riparatore. In quella occasione le associazioni a tutela dei diritti delle donne protestarono ferocemente in piazza e le nazioni occidentali si schierarono apertamente contro una riforma che sembrava volesse mascherare la crescente violenza di genere nel Paese del Medio Oriente. In questi giorni è stato proprio il presidente turco Erdogan a riproporre la legge sul matrimonio riparatore generando una nuova ondata di proteste in piazza.

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Il motivo delle polemiche è legato al fatto che con il passaggio della legge si permetterebbe agli uomini che si sono macchiati di violenza sessuale di “riparare” sposando le proprie vittime. Cosa ancora più assurda, la legge lo permetterebbe anche nel caso in cui la vittima della violenza sessuale fosse una ragazza minorenne. Unica restrizione il gap d’età tra la vittima e l’assalitore: il matrimonio riparatore non sarebbe possibile se l’aggressore fosse più grande della vittima di 11 anni o oltre.

Matrimonio riparatore: le accuse al governo

Il presidente turco ha presentato la legge come un modo per ridurre il fenomeno delle spose bambine. Affermazione che è stata duramente contestata dalle associazioni femministe turche che sostengono invece che sia un modo per legittimare sia la violenza sessuale che i matrimoni con le minorenni. In effetti per come è presentata la legge dal ‘The Guardian‘ appare evidente l’intento di evitare condanne per stupro (visto che potrebbero essere commutate in matrimonio riparatore), così come giustificare il matrimonio tra un maggiorenne ed una minorenne.

Basta fare un semplice calcolo per constatare che una bambina di 12 anni aggredita sessualmente da un ragazzo di 22, non solo non vedrebbe il suo aggressore perseguito ma si troverebbe costretta a sposarlo. A protestare contro la proposta di legge è anche il movimento We Will Stop Feminicide, il cui presidente Fidan Ataselim, sostiene che l’intento del governo è quello di nascondere l’incremento della violenza di genere in Turchia negli ultimi 10 anni. Pare infatti che i dati su questo genere di reati non siano pubblicati dal governo sin a partire dal 2009.

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