Il casolare dove è morto Peppino Impastato diventerà un museo. “Cento passi” contro i beni usati dalla Mafia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:27

Avviato l’iter per acquisire il casolare dove fu assassinato Peppino Impastato nel 1978

Sono finalmente stati fatti i “cento passi” verso la memoria di Peppino. E’ infatti finalmente giunto a termine l’accordo stipulato fra Regione ed ex provincia per l’acquisto del casolare dove ebbe fine la vita dell’icona dell’antimafia Peppino Impastato. Il dipartimento regionale dei Beni Culturali ha avviato la procedura per espropriare l’immobile. Oltre alla struttura sarà acquisito anche il terreno circostante. Sono state già stanziate 100mila euro per l’acquisto dell’immobile, a cui si aggiungono i 600mila euro già precedentemente messi a disposizione dalle Istituzioni e i 500mila euro che saranno necessari alla ristrutturazione del casolare con il fine di poterlo mettere a disposizione della popolazione.

Il casolare diventerà un luogo di memoria

Ben 42 anni per recuperare l’immobile. Qualcuno direbbe meglio tardi che mai. E’ stato deciso che l’immobile diventerà un luogo di memoria, un simbolo della lotta che centinaia di uomini hanno portato avanti per sconfiggere la piaga della criminalità organizzata. Il primo a segnalare l’esigenza del recupero dell’immobile fu il fratello di Peppino, Giovanni Impastato, il quale dichiarò al programma televisivo Le Iene che «Dovrebbe essere curato, messo in sicurezza. Così è uno scempio» aggiungendo «Lei deve fare quello che dico io, pagare 500mila euro». Sarebbe proprio il caso di dire che sono stati fatti uno,due,tre,quattro,cinque, dieci cento passi verso la lotta alla Mafia.

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