Il nuovo caporalato è negli hotel: stanze da pulire in 20′, se non riesci tagli allo stipendio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:03

Inchiesta lavoro hotel

In un inchiesta tenuta dal programma televisivo “Sono le Venti” sono emerse le sconvolgenti condizioni di lavoro delle cameriere ai piani negli hotel.

Come lasciate la stanza quando soggiornate in hotel? Se non avete mai fatto caso a quanto disordine e sporco vi lasciate dietro abbandonando la stanza a fine soggiorno o a quante chincaglierie lasciate in giro durante lo stesso, sappiate che questo incide negativamente sullo stipendio delle cameriere.

Infatti, per pulire ogni camera, il tempo concesso è di soli 20 minuti. Assolutamente insufficiente, peccato che se non rispettato, questo limite si traduce in una detrazione di stipendio.

Questo è quanto emerso dall’inchiesta trasmessa da Sono le Venti, la nuova trasmissione di Peter Gomez, in onda dal lunedì al venerdì sul canale Nove.

“A Milano le camere degli hotel, anche quelli a cinque stelle, sono spesso sporche perché il sistema ti porta a non riuscire a pulire le camere come vorresti”. A spiegarlo è Giulia (nome di fantasia), che da 25 anni lavora pulisce e rimette a posto le camere di una grande catena alberghiera a due passi dal Duomo.

Il suo stipendio è di 7 euro e mezzo all’ora, per un lavoro faticoso in cui le condizioni sono peggiorate  “quando il nostro hotel ha esternalizzato i servizi di pulizia a una ditta esterna” racconta la donna. Da quel momento il numero di camere da pulire è aumentato, ma il salario e le ore di lavoro sono rimaste invariate.

“Se non ce la facciamo a rispettare i tempi abbiamo due opzioni: o ci fermiamo di più senza essere pagate oppure riceviamo richiami e ci tolgono dallo stipendio delle ore di lavoro”. In un mese si rischiano di perdere anche 150 euro, una cifra importante per le cameriere ai piani che prendono poco più di 7 euro lordi all’ora.

Per il sindacato questa è una piaga simile al caporalato

Il conduttore spiega anche come spesso gli hotel cerchino di applicare altri contratti di riferimento per poter pagare meno i dipendenti.

“Le aziende non applicano il contratto nazionale del turismo, ma quello multiservizi che viene pagato meno” conferma Roberta Griffini della Filcams Cgil Milano, spiegando come questo renda il sistema “molto simile al caporalato”.

Per le dipendenti e i sindacati questa situazione è creata dagli hotel: “Sono loro i committenti che determinano le condizioni dei contratti d’appalto – spiega Griffini – non possono fare finta di non sapere quello che avviene nei loro hotel”.