“Spero che ti venga il virus come in Cina” ed esce dal campo piangendo. Razzismo, bullismo o psicosi da virus?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:53

Bullismo e razzismo a tema virus cinese, a Milano

Episodio razzista sul campo di calcio: “Spero che ti venga il virus come nei mercati in Cina”. La vittima è un giocatore cinese di 13 anni.

Difficile stabilire se l’episodio in oggetto sia un sintomo di razzismo, un episodio di bullismo o un prodotto della psicosi da virus, quello stato mentale che sempre accompagna le epidemie e che si impossessa delle persone, tirandone fuori il peggio.

Forse c’è un po’ di tutte e tre in questa vicenda amara verificatasi sabato a Cesano Boscone, in provincia di Milano, durante la partita Idrostar – Ausonia. E’ sul campo della prima partita del girone primaverile dei giovanissimi 2006 che un giocatore ha spinto uno degli avversari, un ragazzino di 13 anni di origini cinesi, ad uscire in lacrime dal campo, augurandogli: “Spero che ti venga il virus come nei mercati in Cina”.

La vicenda discussa sui social ma ignorata sul campo

A raccontare la vicenda su Facebook è la squadra di casa, che spiega come al 35esimo del secondo tempo un ragazzo sia uscito in lacrime.

“Non si è fatto male, non è stato sostituito. È stato insultato, umiliato solo perché cinese, perché voi non lo sapete ma oggi funziona così. Il peggio arriva dopo, quando l’arbitro non prende nessun tipo di provvedimento e il mister della squadra Ausonia, e neanche i dirigenti, richiamano il proprio giocatore. Passa tutto inosservato, tra l’indifferenza generale.”

Se ci chiediamo dove nasca il razzismo sui campi di calcio o tra le tifoserie, forse, potremmo rintracciarne le origini qui, nell’indifferenza di allenatori, arbitri ed educatori tra le future promesse del gioco.

Il giocatore 13enne ha raccontato: “Non mi è mai capitato di ricevere insulti razziali. Siamo nel 2020 e c’è ancora chi insulta persone di colore, persone cinesi. Ma la cosa che non riesco a mandare giù è il fatto che mi vengano a dire: spero che ti venga il virus come nei mercati in Cina. Dopo questa frase sono uscito in lacrime, lasciando i miei compagni sul campo. Mi scuso molto con i miei colleghi”.

La squadra del giovane afferma che “non lascerà stare”, per sostenere il proprio giocatore e tutti coloro che subiscono umiliazioni perchè hanno un colore della pelle diverso.

“Quanto accaduto, se confermato, lascia esterrefatti e merita la mia più ferma condanna. La risposta non può limitarsi alla sfera del calcio perché interessa tutta la nostra comunità. Il comune di Cesano Boscone sarà a fianco dell’Idrostar nel muoversi rispetto alla giustizia sportiva e a qualsiasi altra iniziativa si voglia intraprendere. Con il nostro calciatore di origini cinesi è stato offeso tutto il nostro paese che è, senza nessuna titubanza, luogo di integrazione e fratellanza, anche attraverso lo sport. Ripudiamo il razzismo e combattiamo i razzisti”. Questo il commento di Simone Negri, sindaco di Cesano Boscone (Milano).

Il presidente della Ssd Ausonia 1931, la squadra dove gioca il ragazzo che ha insultato il suo coetaneo, ha fatto sapere che le scuse potrebbero arrivare oggi. “Abbiamo disposto, con l’avvallo del presidente del Cesano Boscone, il signor Leporatti, che il ragazzo in questione oggi stesso si presenterà all’allenamento del Cesano Boscone (accompagnato dai genitori e da un nostro dirigente) per scusarsi di essere andato comunque oltre i toni consentiti (ci auguriamo a causa della giovane età, dell’enfasi e della concitazione della partita). Poi faremo ulteriori accertamenti sui fatti”.

 

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