Ricordando Kobe Bryant: Dear Basketball, la commovente lettera d’addio con cui vinse un Oscar – VIDEO

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:18

Per ricordare Kobe Bryant, leggenda vivente del basket internazionale (nonché personaggio molto legato al nostra Paese, dove ha vissuto per diversi anni – passando dalla Calabria all’Emilia Romagna), ci affidiamo al corto dedicato alla sua lettera di addio al basket, intitolata ‘Dear Basketball’.

Grazie a questo corto, l’ex fuoriclasse dei LA Lakers – morto in un terribile incidente in elicotter assieme alla figlia GiGi ed altre sei persone – ha vinto nel 2018 il Premio Oscar insieme al regista e animatore Glen Keane nella categoria miglior cortometraggio d’animazione.

L’ennesimo titolo in una vita costellata di successi ma terminata in una maniera davvero drammatica.

Ma veniamo al corto.

Dopo una schiacciata di Kobe – uno dei tanti gesti tecnici per cui la Guardia americana verrà ricordato – parte la lettera, rivolta allo sport cui ha dedicato corpo e anima.

La lettera – tenera e commovente (come molti discorsi di commiato d’altra parte) – è una sorta di memomir, come un po’ tutto il corto con un piccolo Kobe Bryant disegnato che nell’arco dei tre minuti cresce e diventa il fuoriclasse che tutti abbiamo avuto il piacere di conoscere (anche i meno avvezzi alla pallacanestro).

Tornerà bambino poco prima della fine del corto, dopo aver ribadito l’amore per la squadra in cui ha militato per oltre 20 anni, i LA Lakers (ed in tal senso Kobe è stato un’eccezione, bandiera in uno sport dove le bandiere tendono ad esistere ancor meno che negli altri sport).

Questo il testo per intero: un esempio di puro amore per lo sport chiuso con un semplice “I’ll love you always”

“Cara pallacanestro,
sin dal momento in cui ho cominciato ad arrotolare i calzettoni di mio papà e a immaginare tiri decisivi per la vittoria al Great Western Forum, mi è subito stata chiara una cosa: mi ero innamorato di te. Un amore così grande che ti ho dato tutto me stesso, dalla mia mente, al mio corpo, al mio spirito e alla mia anima.
Nelle vesti di un bambino di 6 anni innamorato non ho mai visto la luce in fondo al tunnel. Mi vedevo soltanto correre al di fuori. E così ho corso. Ho corso su e giù per ogni campo, rincorrendo ogni pallone per te. Mi hai chiesto il massimo sforzo, io ti ho dato il mio cuore.
Ho giocato quando ero stanco e dolorante, non perché fossero state le sfide a chiamarmi, ma perché TU mi hai chiamato. Ho fatto qualsiasi cosa per TE, perché questo è ciò che fanno le persone quando qualcuno le fa sentire vive come hai fatto tu con me.
Hai dato a un bimbo di 6 anni il sogno di essere un giocatore dei Lakers e ti amerò sempre per questo. Ma non posso amarti in maniera ossessiva per molto tempo ancora. Questa stagione è tutto quel che mi rimane da darti. Il mio cuore può reggere il peso, la mia mente pure, ma il mio corpo sa che è giunto il momento di salutarci.
Ma va bene così. Sono pronto a lasciarti andare. Volevo che tu lo sapessi, cosicché potremo assaporare meglio ogni momento che ci rimarrà da gustare assieme. Le cose belle e quelle meno belle. Ci siamo dati l’un l’altra tutto quello che avevamo.
Ed entrambi sappiamo che, qualsiasi cosa io farò, sarà sempre quel bambino con i calzettoni, il cestino della spazzatura nell’angolo e 5 secondi ancora sul cronometro, palla in mano. 5… 4… 3… 2… 1.
Ti amerò sempre.
Kobe”