Coronavirus, come evitare il contagio? Per Roberto Burioni c’è una sola cosa da fare

Roberto Burioni ha detto la sua sul Coronavirus, la pandemia che sta tenendo col fiato sospeso  tutti i Paesi del mondo. Il virologo è convinto che soltanto una quarantena possa farci evitare il contagio

Ai microfoni de “I Lunatici”, programma radiofonico in onda in notturna su Rai Radio2 e la condotto da Andrea Di Ciancio e Roberto Arduini, Roberto Burioni ha parlato del dramma che ha colpito la Cina e che rischia di diffondersi con una velocità impressionante in altre vaste aree del globo terrestre: il Coronavirus.

Roberto Burioni parla del Coronavirus: “La quarantena per 51 milioni di persone non ha mai avuto eguali nella storia”

Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia attivo al San Raffaele di Milano, ha parlato in radio del Coronavirus. Ospitato nell’ambito del programma notturno “I Lunatici”, in onda da mezzanotte fino alle ore 06:30 del mattino, il noto virologo– per descrivere le situazione relativa a questa nuove infezione simile alla polmonite-  ha usato toni improntati all’attenzione e non all’allarmismo. Il virologo ha specificato che non disponiamo di vaccini o di terapie. L’unica strada che si può percorrere è la quarantena, nel tentativo di evitarne (per quanto si può la diffusione):

E’ qualcosa di nuovo che dobbiamo guardare senza panico, senza paura, ma con grande attenzione. Una comunicazione non corretta rischia di spiegare male alla gente cosa è successo e cosa sta succedendo. Quello che è accaduto in Cina è che verso la fine del 2019 è saltato fuori un nuovo virus, derivato dal passaggio all’uomo di un virus animale. Contro questo virus non abbiamo un vaccino o una terapia specifica. Possiamo solo ostacolarne la diffusione, come stanno facendo i cinesi, anche se forse con un po’ di ritardo. All’inizio, secondo me, hanno sottovalutato il pericolo. Ora però hanno preso delle misure molto importanti, la quarantena per 51 milioni di persone non ha precedenti nella storia dell’uomo“.

Roberto Burioni parla del Coronavirus: “Cerchiamo di non spaventare inutilmente i cittadini”

Sono passati dei giorni da quando hanno iniziato a trapelare le prime notizie relative alla diffusione di un nuovo, misterioso, virus contro il quale l’uomo non dispone di una cura. Da quel momento, complici anche i continui aggiornamenti che arrivano dalla Cina, il panico si sta impossessando delle persone. Così, basta accostare l’espressione “problemi respiratori” a una persona di nazionalità cinese per far scattare la paura e far gridare all’allarme. È successo, per esempio, nel caso che ieri ha coinvolto le persone che si trovavano in un autogrill della Toscana: una donna cinese è svenuta ed è stata trasferita nel reparto ospedaliero di malattie infettive (ma poi l’emergenza è rientrata).

Secondo Burioni, la stampa dovrebbe evitare di diffondere questo tipo di notizie: bisognerebbe comunicare soltanto i dati certi.

Ci sono persone che hanno contratto il virus, eliminano il virus, non hanno sintomi ma sono infettivi durante la parte finale dell’incubazione. Questo è un elemento che renderebbe più difficile la battaglia contro questo virus. Bisogna comunicare solo le notizie certe. Altrimenti si corrono due rischi: mettere in allarme la popolazione quando l’allarme non c’è. Se ogni volta che c’è una persona che torna dalla Cina con una sindrome respiratoria parliamo di caso sospetto mettiamo in allarme la popolazione. Non c’è motivo di comunicare il sospetto di un caso. Se c’è il sospetto di un caso si fanno le analisi, si capisce e si comunica solo quando si sa come stanno le cose“.

Cosa deve fare, dunque, un italiano per evitare di contrarre il Coronavirus? Per Burioni evitare tassativamente di recarsi in Cina. Chi è tornato da lì deve ridurre al minimo indispensabile le uscite e allertare tempestivamente il 118 se dovessero presentarsi dei sintomi. Ma non c’è motivo di evitare le comunità cinesi di stanza in Italia.

Maria Mento