Elezioni regionali in Emilia-Romagna, Meloni e Giorgetti “bacchettano” Matteo Salvini: “Ora faccia squadra”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:44

Dopo la disfatta elettorale raccolta alle regionali dell’Emilia-Romagna, Matteo Salvini adesso deve incassare anche le critiche del leghista Giorgetti e della sua alleata Giorgia Meloni

Sebbene gli alleati di Matteo Salvini riconoscano al leader del Carroccio di aver fatto campagna elettorale senza risparmiarsi, per le elezioni regionali in Calabria e in Emilia-Romagna, diversi esponenti politici hanno criticato alcune sue “mancanze”. A rilasciare delle dichiarazioni in tal senso sono stati Giancarlo Giorgetti, compagno di Salvini nella Lega, e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Entrambi sono stati intervistati da La Stampa. Il succo della questione, potremmo dire, è da rintracciare nel fatto che al capo politico della Lega si contesta di non saper fare squadra.

Giorgetti e Meloni “criticano” Matteo Salvini, Giorgia Meloni: “Non avrei suonato a quel citofono”

Una Giorgia Meloni intervistata da La Stampa ha ampiamente parlato di quanto accaduto due giorni fa alla elezioni regionali dell’Emilia-Romagna e ha commentato la sconfitta della Lega,  dando delle indicazioni su cosa potrebbe essere mancato.

Secondo la leader di Fratelli d’Italia Matteo Salvini dovrebbe fare un maggiore gioco di squadra. Spendersi troppo, come in effetti è stato riconosciuto a Salvini di aver fatto, è stato forse un errore? Alla precisa domanda indiretta posta in merito dal giornalista Alessandro Di Matteo, che ha anche ricordato il pensiero di Irene Pivetti sulla leadership solitaria, la Meloni ha risposto così:

Se c’è una lezione che possiamo trarre è che sicuramente può essere utile un maggiore gioco di squadra. Siamo una realtà eterogenea, è bene farlo vedere. La polarizzazione sul singolo offre molti alibi agli avversari. Sicuramente per il futuro auspico maggiore gioco di squadra. Ma ognuno fa la campagna elettorale con il suo “stile”, il nostro risultato è ottimo alla fine. Ho sentito Conte dire che “inizia il declino”: mi viene da ridere! Fa il presidente del Consiglio di un governo nel quale la forza di maggioranza relativa – M5s – non esiste più nelle urne. Noi abbiamo tenuto tutti col fiato sospeso fino alle 4 del mattino”.

Giorgia Meloni ha parlato anche dell’ormai famigerata citofonata, spiegando che lei non l’avrebbe fatta:

Ho detto che non l’avrei fatta quella cosa, perché devi sempre porti il problema del rischio di emulazione. Ma non so dire se quella scelta abbia tolto consenso. Salvini ha sicuramente polarizzato moltissimo, e anche questo non sappiamo se può aver aggiunto o tolto. Ma nelle campagne elettorali è sempre così, ognuno fa delle scelte… Io sono contenta di come abbiamo fatto la campagna elettorale noi, che abbiamo scelto di stare molto sui temi. Sapendo che questo avrebbe fatto parlare meno di noi, ma che il territorio avrebbe apprezzato la nostra concretezza”.

Giorgetti e Meloni “criticano” Matteo Salvini, il leghista: “Bisogna conquistare le città”

La Stampa ha intervistato anche Giancarlo Giorgetti, membro della Lega, il quale ha commentato la sconfitta rimediata in Emilia-Romagna come una mancanza del voto da parte delle città. Perché la destra ottiene più consensi nelle campagne, e non nei centri urbani.

Giorgetti ha ritenuto eroico il comportamento tenuto in questa tornata elettorale dal suo capo Matteo Salvini, “sceso nella fossa dei leoni a lottare e a mani nude contro i poteri economici mediatici, perfino ecclesiastici”.

E se il leghista ritiene che il suo gruppo non debba ritenersi sconfitto, ma che gli sconfitti vadano cercanti altrove (specifica nel proseguo dell’intervista che il riferimento è diretto al Movimento 5 Stelle), è anche vero che forse Salvini ha avuto la colpa di non volersi accontentare: “L’unica sua colpa è di non accontentarsi. Qualcun altro, meno dotato di coerenza e coraggio, sarebbe stato felice di riprendersi i voti delle Europee, già un successo incredibile. Matteo invece ha fatto la scommessa di collocare l’asticella altissima, mettendo in palio il governo nazionale. Non è riuscito a superarla, però il tentativo rientra nel suo modo schietto, onesto e lineare di far politica”.

Maria Mento