Migrante morto nel Cpr, gli agenti lo avrebbero picchiato tre volte: le parole di Riccardo Magi

Riccardo Magi (Gruppo Misto) ha parlato del caso del migrante morto nel Cpr. In un’intervista rilasciata a la Repubblica, il deputato ha detto che si è trattato di un pestaggio operato dagli agenti

La causa della morte del 38enne Vekhtang Enukidze, il migrante deceduto lo scorso 18 gennaio 2020 nel Cpr di Gorizia (Friuli- Venezia Giulia), sarebbe un pestaggio compiuto da alcuni agenti delle Forze dell’Ordine. Di quello che rischia di diventare un nuovo caso Cucchi è tornato a parlare Riccardo Magi, deputato in forze al Parlamento con il Gruppo Misto, nel corso di un’intervista rilasciata a la Repubblica. Il deputato ha parlato ancora dell’ipotesi di un triplo pestaggio, specificando che ancora tutto è da verificare. I fatti, risalenti al 14 gennaio (la morte dell’uomo è sopraggiunta quattro giorni dopo), avevano fatto inizialmente parlare di una rissa tra detenuti.

Migrante morto nel Cpr di Gorizia, secondo alcuni testimoni il pestaggio sarebbe stato compiuto da agenti di Polizia

Alcuni agenti di polizia, per un numero che varia dagli otto ai dieci, avrebbero picchiato il migrante georgiano Vekhtang Enukidze, il 38enne morto il 18 gennaio nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Gradisca d’Isonzo (Gorizia). Il pestaggio sarebbe stato originato dalla rottura di un vetro in plexiglass.

Ci sono testimonianze di otto persone che hanno parlato di questa situazione: le testimonianze- come riporta Open– sono state personalmente raccolte da Riccardo Magi, deputato del Gruppo Misto. Non solo, perché secondo altri detenuti gli agenti di Polizia avrebbero picchiato Enukidze per tre volte complessivamente.

Nei giorni del 19 e 20 gennaio Magi si è recato in visita al Cpr e ha parlato con alcune persone che si trovano lì. Come lo stesso deputato ha chiarito ai microfoni di la Repubblica, si tratta di ipotesi da verificare. Non una rissa, dunque, ma c’è il rischio che possa trattarsi di un nuovo caso simile a quello in cui trovò la morte Stefano Cucchi (analogia, tra l’altro, evidenziata proprio dal Magi).

Migrante morto nel Cpr di Gorizia, la conferenza stampa di Riccardo Magi alla Camera

Di quanto scoperto nel Cpr l’ex Segretario nazionale dei Radicali Italiani ha dato conto in una conferenza stampa che si è tenuta alla Camera dei Deputati nella giornata del 22 gennaio 2020. Magi ha riferito che, secondo le testimonianze raccolte, il migrante è stato “picchiato ripetutamente da circa 10 agenti nel Cpr, anche con un colpo d’avambraccio dietro la nuca e una ginocchiata nella schiena, trascinato per i piedi come un cane. Morto dopo essere stato riportato nel Centro, al termine di una notte d’agonia. Siamo potenzialmente di fronte al rischio di un nuovo caso Cucchi, di una persona che attraversa due strutture statali in cui dovrebbe essere tenuto sotto tutela e muore in condizioni misteriose”. Dopo questo, il 38enne sarebbe stato tenuto in cella per un giorno e mezzo e poi nel per poi fare ritorno al Cpr in condizioni di salute critiche:

Non si reggeva in piedi. Ha chiesto un intervento medico, poi non ha potuto più farlo perché non riusciva a parlare. Nella notte, ha riferito il compagno di stanza, aveva la bava alla bocca ed è caduto dal letto. La mattina era in stato di incoscienza e di lì a poche ore è morto”.

Come riporta Avvenire.it, la versione dei fatti diffusa parla di una rissa avvenuta tra la vittima e un uomo originario del Nord Africa. Si era detto che la contesa, sedata dagli agenti intervenuti, si fosse risolta con conseguenze fisiche poco gravi per i due contendenti. Circostanza che getta ombre sulla morte di Enukidze: è chiaro che l’uomo non possa essere deceduto a causa di ferite considerate lievi. La procura di Gorizia, proprio su indicazione di Magi, ora indaga per omicidio volontario a carico di ignoti.

Maria Mento