La sconvolgente rivelazione su Desirée Mariottini: “Era vergine quando è stata violentata prima di morire”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:45

“La 16enne Desirée Mariottini era vergine quando è stata violentata prima di morire”. Questa è la sconvolgente rivelazione di Ugo di Tondo e di Dino Tancredi, gli esperti che hanno eseguito l’autopsia.

Sconvolgente rivelazione su Desirée Mariottini, la ragazza di 16 anni trovata morta in uno stabile in via dei Lucani a Roma il 18 ottobre 2018. Gli esperti che hanno eseguito l’autopsia sul corpo della vittima hanno riferito in aula che la ragazza era vergine al momento della violenza subita.

Sono 4 i cittadini africani, Alinno Chima, Mamadou Gara, Yussef Salia e Brian Minthe, accusati di omicidio, violenza sessuale aggravata e cessione di stupefacenti a minori. La ragazza fu trovata morta nello stabile in via dei Lucani a San Lorenzo, in seguito a un’overdose.

Desirée Mariottini era vergine quando è stata violentata. La rivelazione choc in seguito all’autopsia

L’autopsia sul corpo della giovane vittima è stata eseguita dai due esperti della Sapienza, Ugo di Tondo (docente di Anatomia patologica) e Dino Tancredi (medico legale).

Il padre, Gianluca Zuncheddu, sentito al processo sulla morte della figlia, ha rivelato in lacrime: “Ho cercato di salvarla ma non ho potuto fare niente. Ho scoperto che Desirée era stata tradita, “venduta” da due amiche, due ragazze di colore. Mia figlia le aveva cercate perché una di loro si era presa il suo tablet il giorno prima”.

Questa la testimonianza della mamma: “Ho presentato quattro denunce di scomparsa. Ogni volta che tardava avvertivo la polizia, appena tornava le ritiravo. L’ultima volta è stata via due giorni. Non l’abbiamo più riabbracciata. Ma non era una tossicodipendente. Esageravo nei racconti perché speravo che così attivassero più ricerche e soprattutto che potesse intervenire un giudice che la costringesse ad andare in una comunità per minori problematici. Una volta le ho trovato nello zainetto un piccolo involucro vuoto. Sono andata al Sert e ai Servizi sociali. Chiedevo sempre aiuto. Mi dissero che c’erano tracce di cocaina”.