“Maschicidio” e “femminicidio”: esiste davvero un’emergenza a senso unico? Ecco i dati presentati da Libero

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:15
Immagine di repertorio

In Italia si esaspera il fenomeno del femminicidio? Esiste, cioè, un numero pari di uccisioni in cui le vittime siano di sesso maschile e di cui non si parli abbastanza? Libero ha presentato delle cifre in merito

Uomini che vengono uccisi esattamente come le donne, se non addirittura in numero superiore. Eppure, è di femminicidi che in Italia si sente parlare quasi ogni giorno e non di “maschicidi”. Anche se si dovrebbe parlare di “omicidi”, di qualunque sesso sia la vittima e qualunque siano le circostanze della sua morte, senza fare distinzioni di sorta e soprattutto per evitare di attribuire a un delitto connotazioni fuorvianti.

Libero Quotidiano ha deciso di affrontare la questione in un suo articolo e ha fornito dei dati nel tentativo di cercare di comprendere come realmente stiano le cose. Le domande che bisogna porsi sono sostanzialmente due. La prima: in Italia vengono uccisi più gli uomini rispetto alle donne? La seconda: nel caso in cui si risponda di sì alla prima domanda, si sente parlare in via esclusiva di femminicidio? Di seguito, dunque, i dati e le conclusioni a cui è pervenuta la redazione di Libero.

In Italia ci sono più “maschicidi” o più “femminicidi”? Le cifre del 2017 in un report redatto da Barbara Benedettelli

Il documento che Simona Pletto cita nel suo articolo per Libero Quotidiano è il report “Violenza domestica e di prossimità: i numeri oltre il genere”. Il report è stato curato da Barbara Benedettelli, che riveste la carica di vicepresidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno delle Vittime. Si tratta della stessa professionista che ha aiutato a redigere il cosiddetto “Codice Rosso”, il codice contenente le norme e le condanne afferenti all’ambito dei delitti di genere.

Il documento parla di 355 omicidi commessi in Italia nel 2017: di queste 355 persone, 236 sono quelle che hanno perso la vita per mano di familiari, amici, vicini di casa, compagno/a di vita e colleghi. Ancora, andando a “sezionare” questo numero 236 si vede che le vittime di sesso femminile sono state 120 e che quelle di sesso maschile sono state 116 (si arriva al pareggio, quindi alla cifra tonda di 120, considerando anche quattro omicidi di uomini italiani compiuti all’estero).

Questo valore sta a significare che– scrive Simona Pletto- “se si prendono in considerazione gli omicidi avvenuti nell’ ambito delle relazioni più significative (in termine tecnico si definiscono proprio Relazioni Interpersonali Significative, RIP), donne e uomini vengono uccisi nello stesso numero”.

In Italia ci sono più “maschicidi” o più “femminicidi”? Il problema della corretta catalogazione degli omicidi

Continuando nell’analisi di questi dati, si mette in evidenza come – guardando la questione dal punto di vista delle uccisioni commesse da squilibrati, rapinatori e persone sotto l’effetto di stupefacenti– gli uomini sarebbero addirittura in numero superiore: 133 vittime di sesso maschile contro le 128 del sesso femminile.

Il problema, quindi, non sarebbero i dati raccolti ma la loro catalogazione: spesso, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, vengono erroneamente inclusi nel novero dei femminicidi anche delitti che nascondono una dinamica diversa da quella che ha spinto a catalogare le uccisioni di donne come tali. Scrive ancora Simona Pletto: “ (…) E attenzione, non si tratta affatto di sminuire il fenomeno delle donne maltrattate e uccise, ma proprio di poterlo valutare in base a dati credibili e quindi con equilibrio(…)”.

Le donne killer (assassine o mandanti)– di cui non si sente parlare se non di rado- prendono di mira altre donne nel 31% dei casi. La restante percentuale riguarda vittime di sesso maschile. Prendendo in esame la forbice dei dati riguardanti i casi di rapporti sentimentali finiti male ci viene restituita una media  di tre uomini uccisi per ogni donna a cui è stata tolta la vita.

In Italia ci sono più “maschicidi” o più “femminicidi”? Violenze e molestie su 3 milioni e mezzo di uomini

Questo senza contare che esistono anche numerosi casi di violenza ai danni di uomini e che non per forza questa violenza sfoci poi in omicidio: violenza fisica, sessuale e psicologica. L’Istat ha stimato, tramite dati recentemente diffusi, che siano circa 3 milioni e 574mila gli uomini italiani che hanno subito questo tipo di violenze. Meno rispetto alle donne, ma si tratta di un problema che comunque non va ignorato né sottovalutato.

Maria Mento

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