Coronavirus, atterrati a Roma i primi italiani. Un 20enne non è partito perchè ha la febbre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:10

Sono ritornati in Italia i 56 italiani bloccati a Wuhan a causa della diffusione del Coronavirus

Sono atterrati questa mattina attorno alle 6 presso l’aeroporto di Fiumicino i 56 italiani che in queste settimane sono rimasti bloccati a Wuhan a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. A dare la notizia ieri è stato il viceministro Pierpaolo Sileri, il quale aveva dichiarato che “Sono terminate le operazioni di imbarco dei nostri connazionali a Wuhan. Il velivolo sta decollando e arriverà in Italia nella mattinata di domani». Fra i 57 italiani bloccati nella tetra città di Wuhan la febbre ha impedito ad uno di loro di partire. Si tratta di un ragazzo di 20 anni, che si è bloccato prima di arrivare alla scaletta dell’aereo. Non si conosce tuttavia l’origine della febbre, che potrebbe non essere necessariamente causata dal virus. Oltre al ragazzo, che non è potuto partire a causa dei rigidi protocolli in atto per lo stato di emergenza, altre 10 persone hanno deliberatamente deciso non partire per fare ritorno in Italia.

Gli italiani tornati da Wuhan saranno messi in quarantena

Una volta giunti presso l’aeroporto sui 56 italiani di ritorno a casa è stato nuovamente eseguito lo screening, il terzo solo in giornata. Da qui scatta in automatico la seconda fase, ovvero quella della quarantena. I nostri connazionali verranno condotti presso il centro sportivo dell’esercito della Cecchignola, a sud di Roma. Nessuno di loro, però, dovrà e potrà avere anche solo decimi di febbre. I casi sospetti saranno isolati e posti all’interno di un’incubatrice a pressione negativa posta presso il sito militare e, qualora i sospetti dovessero rivelarsi veri, saranno condotti eventualmente presso lo Spallanzani di Roma, il primo ospedale europeo ad essere in grado di isolare il virus.

Elevato al massimo il grado di sicurezza presso la Cecchignola 

Nel centro sportivo militare, nonostante i protocolli menzionati, si è scelto di elevare al massimo grado la sicurezza con il fine di ridurre al minimo la possibilità di presenza di italiani positivi al virus.Il dispositivo di sicurezza, coordinato dal ministero della Difesa Lorenzo Guerini, prevede anche particolari protocolli alimentari. Il cibo che verrà somministrato ai cittadini italiani tornati da Wuhan sarà servito esclusivamente nelle camere e in vaschette monoporzione che saranno gettate dagli stessi consumatori in apposite buste che verranno trattate come rifiuto speciale. Inoltre ai rimpatriati sarà impedito di entrare in contatto con persone della famiglia presenti in Italia, un ulteriore precauzione necessaria per non far entrare in contatto gli eventuali contagiati con persone esterne. Anche per questo motivo è prevista nell’equipe che sta fronteggiando l’emergenza la presenza di uno psicologo, oltre a quella ovviamente di medici, infermieri e personale sanitario.

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