“La morte è un esperienza euforica”: questo il risultato di uno studio innovativo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:11

A quanto pare le persone che hanno avuto un’esperienza pre-morte sono concordi nel definire l’aldilà come un posto pieno di luce e amore.

Cosa si prova dopo la morte? C’è vita dopo che il nostro corpo smette di funzionare su questo piano esistenziale? Queste sono due delle principali domande che ogni uomo si è posto almeno una volta nella vita. Alcuni trovano risposta nella fede, altri nella scienza, altri ancora preferiscono non darsi una risposta e scegliere saggiamente di sapere di non sapere. Eppure ci sono persone che hanno provato un’esperienza molto vicina alla morte – chi finisce in coma o chi subisce un arresto cardiaco – e racconta la propria visione dell’aldilà.

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Chiaramente i racconti di queste persone non hanno una validità scientifica, nel senso che non danno prova empirica dell’esistenza dell’aldilà. Si pensa infatti che tali esperienze siano semplicemente il ricordo di un sogno indotto dallo stato in cui essi si trovano. Non significa in ogni caso che da queste esperienze non si possano trarre dei dati scientifici. Da questo presupposto è partito lo studio delle esperienze pre morte condotto in collaborazione dall’Università di Toronto e quella di Liegi. L’obbiettivo degli studiosi era quello di trovare delle similitudini tra le varie esperienze, in modo tale da avere degli elementi chiave da cui partire per comprendere tali fenomeni.

La morte è un’esperienza euforica?

Per cercare di schematizzare simili esperienze, gli studiosi hanno inserito 158 testimonianze scritte all’interno di un’intelligenza artificiale in grado di scavare tra questi testi e trovare elementi comuni. Il primo risultato ottenuto è che le persone che hanno vissuto un esperienza vicina alla morte hanno un utilizzo maggiormente spiccato di termini positivi rispetto a quelli negativi. Si trovano spesso parole come “Luce” e “Amore” a discapito delle meno utilizzate “Morte” e “Paura“. I racconti, insomma, sono quasi sempre positivi, come se i soggetti analizzati abbiano trovato l’esperienza positiva.

Sebbene si tratti di uno studio preliminare, gli studiosi hanno pubblicato questi primi risultati sulla rivista scientifica ‘Plos One‘. Nell’abstract si legge come conclusione: “Nonostante le circostanze dell’accaduto, le NDE (Near Death Experiences) sono ritenute esperienze piacevoli e possono indurre cambiamenti radicali, nonché settare valori e attitudini riguardanti la morte”.