I soldi destinati ai disabili finivano nelle loro tasche: sequestri per 500mila euro al deputato Ars Rizzotto e a un consulente

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:02

I fondi che in Sicilia la Regione aveva destinato alla formazione professionale delle persone diversamente abili finivano nelle tasche di Tony Rizzotto. Il deputato è ora accusato di peculato insieme a un’altra persona

Tony Rizzotto (67 anni), deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana ed ex membro della Lega, è stato accusato di peculato per aver intascato fondi regionali destinati alle attività promosse dalla Regione e in particolar modo alla formazione professionale e all’immissione nel mondo del lavoro delle  persone diversamente abili e di quelle svantaggiate. La Guardia di Finanza ha eseguito sequestri per 500mila euro, su ordinanza emanata dal Gip del tribunale di Palermo. Un’altra persona è stata accusata di peculato insieme a Rizzotto: si tratta di Alessandro Giammona, consulente dell’ente di formazione “Is.for.d.d.”.

Deputato dell’Ars accusato di peculato, Rizzotto e Giammona nel mirino della Procura di Palermo

Tony Rizzotto (deputato Ars facente capo al gruppo “Ora Sicilia”) e Alessandro Giammona (consulente) sono stati accusati grazie a un’indagine che ha permesso di accertare l’esistenza di strani movimenti nella gestione di fondi economici stanziati dalla Regione Sicilia in favore di altri enti. Rizzotto era stato espulso dalla Lega per incompatibilità quando aveva deciso di entrare a far parte del gruppo politico di Luigi Genovese.

Tutto l’iter dell’inchiesta ha avuto ufficialmente inizio nel 2017, e cioè quando alcuni ex dipendenti dell’ente di formazione “Is.for.d.d.” (Istituto formativo per disabili e disadattati sociali) hanno sporto delle denunce in merito a delle irregolarità sulla gestione finanziaria dell’ente.

L’istituto aveva percepito dei fondi dalla Regione ma parte di questo denaro– anziché confluire nelle attività formative dichiarate alla Regione previo ottenimento del finanziamento- veniva distratto per finire in dei conti bancari privati che fanno capo al politico Tony Rizzotto e al consulente dello stesso ente, Alessandro Giammona.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Palermo, ha portato la Finanza a comminare sequestri di beni per un valore di 500mila euro. Sia Rizzotto sia Giammona sono ora accusati di aver indebitamente sottratto denaro grazie alla loro posizione pubblica (reato di peculato, disciplinato dall’art. 314 del Codice Penale).

Deputato dell’Ars accusato di peculato, le cifre sottratte dai due indagati

Tony Rizzotto, Presidente dello stesso ente che è il fulcro dell’indagine, avrebbe percepito- ma senza averne titolola somma di 32.520. Questo è successo nell’arco di circa 4 anni: dal dicembre del 2012 all’agosto del 2016. La cifra veniva versata tramite bonifici bancari e assegni che- come specifica ilSicilia.it– venivano tratti dai conti dell’Istituto.

Alessandro Giammona ha sottratto invece una cifra pari a 456.993 euro, negli anni che vanno dal 2013 al 2017. Somma che il responsabile ha liquidato nei confronti di se stesso visto che era in possesso delle credenziali di accesso ai conti. Dal 2012 al 2015 l’Istituto ha ottenuto finanziamenti regionali per una somma pari a un milione e mezzo di euro, ma c’è da dire che anche l’Ars aveva riscontrato delle irregolarità che avevano innescato l’avvio della procedura di ritiro dei finanziamenti.

Maria Mento

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