Cambiamento climatico, caldo record nei prossimi 5 anni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:26
Previsione delle differenze di temperatura superficiale rispetto al periodo 1981-2010 per il periodo da novembre 2019 a ottobre 2024. Met office

Le previsioni del Met sono sconcertanti. Entro il 2024 previsto il record massimo delle temperature 

Il Met office, uno dei più importanti centri mondiali specializzati nell’analisi dell’evoluzione climatica del pianeta, ha realizzato dei modelli previsionali per il decennio 2020/2030. Le cifre emerse dalla loro analisi sono davvero poco rassicuranti.

Caldo record già nei prossimi 5 anni 

Secondo gli esperti dell’Ufficio meteorologico britannico, per i prossimi cinque anni si prevede un aumento considerevole della temperatura della Terra, in particolare nelle alte latitudini settentrionali. L’impatto climatico che deriverà dal riscaldamento interesserà soprattutto Europa, Asia, Nord America e Africa. La causa principale? L’aumento dei gas serra. 

Lo studio condotto sulle temperature del mare

I ricercatori del Met Office sono partiti dall’analizzare una serie di fattori, quali la variabilità naturale e l’intervento umano, per valutare sia la situazione climatica attuale sia il trend che potrebbe esserci da qui ai prossimi dieci anni. Le ricerche si sono basate su una serie di dati raccolti attraverso satelliti, palloni sonda atmosferici e da stazioni terrestri. L’ultima previsione è stata realizzata partendo dall’analisi delle temperature della superficie del mare, quelle sotto il livello dell’acqua e la sua salinità, ovvero il livello di sale presente in essa.

I risultati: caldo record nel quinquennio 2020-2024

I risultati della ricerca hanno dato risultati davvero poco rassicuranti. I ricercatori hanno stimato che la temperatura media della Terra potrebbe aumentare addirittura fra 1,06°C e 1,62°C in relazione al periodo preindustriale (dal 1850 al 1900). Negli ultimi anni il record raggiunto è stato l’aumento di 1,16°C registrato nel 2016. Questi dati vanno analizzati alla luce del repentino aumento del gas serra: se circa cento anni fa lo sviluppo industriale dell’uomo aveva un trend molto lento (con relative alterazioni del clima), negli ultimi anni le cose sono cambiate, e di parecchio. L’intensa attività industriale umana ha provocato evoluzioni climatiche tali da non avere più molto tempo a disposizione per fronteggiare davvero un’emergenza climatica. Come ha spiegato all’Ansa Marina Baldi, climatologa dell’Istituto per la Bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ibe-Cnr): “Se rinunciassimo immediatamente all’uso di tutti i combustibili fossili, ci vorrebbero comunque 10-20 anni, o forse di più, per vedere i primi effetti sul clima della Terra”.

 

Differenza di temperatura annuale media globale osservata (in nero)e prevista (in blu) rispetto alle condizioni preindustriali rappresentate dal periodo 1850-1900. Met Office

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