Riforma prescrizione, Renzi dice no e il governo trema: “Vogliono cacciarci? Ce lo dicano”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:11

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Accordo di maggioranza raggiunto sulla prescrizione, ma per il leader di “Italia Viva” la risposta rimane no: Matteo Renzi non voterà le modifiche stabilite. Ecco cos’ha detto

Matteo Renzi ha fatto sapere di non voler votare l’accordo sulla prescrizione. Ieri sera, un vertice di maggioranza che si è tenuto tra Pd, M5S e Leu pare aver raggiunto un’intesa sulla nuova norma da varare in ambito giudiziario. Renzi in questo caso, svolge un po’ il ruolo di chi tira la pietra e nasconde la mano: non voterà l’accordo ma, al contempo, rassicura gli animi affermando di non voler causare la caduta del governo. Ospitato in radio, negli studio del programma radiofonico “Circo Massimo” di Radio Capital, il leader di Italia Viva ha parlato della questione con Massimo Giannini e Oscar Giannino, che lo hanno intervistato.

Matteo Renzi non voterà l’accordo sulla prescrizione: “Non hanno i numeri. Il Pd? Potrebbe dettare il passo ma non lo fa”

La maggioranza non ha i numeri per approvare la nuova riforma della prescizione. E il Pd? Un partito che ormai sta a merito dei grillini. Non ha usato mezze misure, Matteo Renzi, per parlare dell’attuale situazione politica italiana e della prossima problematica che il Conte-bis si troverà ad affrontare: il nodo rappresentato dalla riforma della norme attualmente in vigore sulla prescrizione.

Questo governo, che io stesso ho promosso, è nato per evitare l’Italexit di Salvini, ma non posso diventare giustizialista. Siamo una forza riformista, non cediamo al populismo nella giustizia. Non ce ne andiamo ma se ci vogliono cacciare, ce lo dicano“, ha detto Renzi a “Circo Massimo” per spiegare perché lui non sosterrà l’accordo sulla prescrizione trovato dalle altre forze di maggioranza. Il Pd, inoltre, secondo Renzi potrebbe usare un nuovo status di forza derivante dalla recente vittoria alle elezioni regionali dell’Emilia- Romagna, ma non lo fa. Il Pd potrebbe pretendere più voce in capitolo e invece continua a lasciare che sia il M5S a mettersi avanti.

Le modifiche sulla prescrizione, intanto, non possono passare perché non c’è la maggioranza in Parlamento: secondo Renzi, a Conte mancherebbero 50 voti.

Matteo Renzi non voterà l’accordo sulla prescrizione, l’attacco del Pd

Premesso che il Paese in questo momento ha ben altri problemi, come le infrastrutture o il coronavirus sulla giustizia bisogna trovare un punto d’accordo. Il compromesso di ieri è un passo avanti, ma per noi non è sufficiente perché contiene ancora un principio giustizialista. Il Parlamento deve scegliere tra la legge di Bonafede e Salvini e quella di Gentiloni e Orlando. Io sto con questi ultimi due. La novità di ieri è che il Pd si è schierato con il M5s“, ha spiegato ancora Renzi.

Il leader di Italia Viva ha detto che non intende uscire dal governo perché questo implicherebbe le dimissioni di due ministri (Bellanova e Bonetti) che secondo lui stanno facendo un ottimo lavoro così come il Sottosegretario Scalfarotto (Mistero degli Esteri). La l’affondo indirizzato a Conte non è mancato: “Poi se il presidente del Consiglio vuole che lasciamo, ci mettiamo un quarto d’ora. Sulla giustizia però noi non ci stiamo. Se qualcun’altro per mantenere una poltrona è disponibile a diventare socio della piattaforma Rousseau faccia pure, noi siamo un’altra roba“.

Gli ex compagni di Renzi che sono rimasti al Pd hanno attaccato l’ex Presidente del Consiglio su quell’appoggio che Italia Viva starebbe dando al governo: “L’appoggio esterno di Renzi è durato poche ore. Già ha fatto retromarcia”.

Maria Mento

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