L’isola delle bambole impiccate: la storia di questo luogo inquietante che si trova oltreoceano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:50

L’isola delle bambole impiccate si trova nei canali di Xochimilco ed è una della attrazioni più famose (e inquietanti) di Città del Messico: andiamo a scoprire qualche dettaglio

Si racconta che la città delle bambole impiccate che si trova in uno dei canali di Xochimilco (una delle zone centrali di Città del Messico) sia nata perché una persona del luogo portava centinaia di bambole  da offrire allo spirito di una ragazza morta annegata. La zona in cui è sorta l’inquietante  esposizione di “ex-voto”, volendoli così definire seppur impropriamente, si definisce “chinampas”.

Il termine corrisponde a un’antica modalità di coltivazione della terra ideata dagli aztechi ed eseguita sui bassi fondali di un lago, in modo da creare delle piccole isolette artificiali. Andiamo a scoprire, dunque, qualcosa di più su questa isola del “terrore” che affascina e allo stesso tempo inquieta i turisti, a tal punto che in molti fanno di tutto per evitarla.

“L’isola delle bambole impiccate” in Messico: l’annegamento di una ragazza e le offerte affisse per placare il suo spirito

L’isola delle bambole impiccate (Islas de las Munecas), rintracciabile in una delle tante isolette artificiali che sorgono nel cuore della capitale del Messico (ma non solo), cela una storia che è a dir poco affascinante. Come dice il nome stesso con cui l’isoletta è passata alla storia, esso deriva da tutta una serie di bambole “impiccate”, nel senso che le bambole vengono portate qui e appese su un supporto grazie a un gancio che le tiene ferme proprio dal collo. Ma perché ci sono centinaia e centinaia di queste bambole? Chi le porta in questo luogo che si trova nei pressi di un lago, e per quale ragione?

Le chinapas, un tempo rigogliose grazie alle coltivazioni impiantate dalle popolazioni precolombiane, oggi sono luoghi quasi del tutto abbandonati a se stessi. L’isoletta in questione conobbe nuovamente una certa vitalità quando, nel 1950, un uomo di nome Julian Santana Barrera iniziò a viverci dopo averci costruito una capanna tutta sua.

Un bel giorno Barrera si trovò a essere il testimone di una tragedia: una giovane donna annegò proprio davanti ai suoi occhi. Da quel momento, per l’uomo iniziò una vita da incubo, vissuta nella ferma convinzione che lo spirito di quella ragazza lo perseguitasse. Ed ecco che arriviamo al momento che materialmente ha dato inizio a tutto.

Un giorno Barrera vide una bambola che galleggiava in acqua, nel punto esatto in cui la giovane era annegata. Pensando che si trattasse di un segno che il cielo gli stava inviando, l’uomo raccolse il giocattolo e lo impiccò. Questo, purtroppo, non servì a ridargli serenità; tuttavia, rimase convinto del fatto che le bambole rappresentassero la sua unica via di salvezza dagli incubi e allora iniziò a collezionarne e offrirne tantissime allo spirito della ragazza defunta.

“L’isola delle bambole impiccate” in Messico, l’isola meta di appassionati di mistero e paranormale

Come Barrera era convinto che lo spirito della ragazza che ha tragicamente trovato la morte lì non abbia mai lasciato l’isola, così i contemporanei sono convinti che lo spirito di Barrera sia sull’isola e che faccia ancora da guardia alle sue bambole.

Il posto, inquietante, e tutta la storia che gli sta alle spalle hanno attirato numerosi appassionati di mistero e paranormale. Persino lo staff dello show televisivo “Destination vi si è recato nel corso di una spedizione.

Maria Mento