Caso Gregoretti: arriva l’ok del Senato per il processo a Salvini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:54

Salvini Fake NewsIl Senato si è espresso sul caso Gregoretti ed il risultati è opposto a quello dello scorso anno: concessa l’autorizzazione a procedere su Salvini.

Oggi il Senato era chiamato ad esprimersi sulla concessione o meno dell’autorizzazione a procedere ai danni di Matteo Salvini sul caso Gregoretti. A differenza di quanto successo lo scorso anno con il caso Diciotti, quest’anno i senatori hanno deciso di concedere alla procura l’autorizzazione a procedere al processo ai danni del leader della Lega. L’ex ministro dell’Interno era stato accusato di sequestro di persona per aver impedito lo sbarco di 131 persone per 3 giorni, precedentemente salvati dalla Marina Militare da un naufragio.

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Al momento si conosce solo il risultato della votazione, più tardi verranno condivisi i numeri dei senatori favorevoli e di quelli contrari. Nella prima fase della votazione, infatti, c’erano diversi senatori mancanti. A questi verrà concessa la possibilità di votare fino a tardo pomeriggio comunicando la propria preferenza ai Senatori segretari.

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Caso Gregoretti: il discorso di Salvini in Aula

Prima della votazione è stata aperta una discussione generale sul caso Gregoretti, durante la quale è stata esaminata la decisione di impedire lo sbarco e quella della procura di accusare l’ex Ministro dell’Interno di sequestro di persona. Al termine della discussione ha preso parola il diretto interessato, il quale ha contestato il fatto che molti banchi del governo fossero vuoti. Polemica rintuzzata dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati, la quale gli ha fatto notare che per una questione di questo tipo (non prettamente parlamentari) non è necessaria la presenza dell’Esecutivo.

A quel punto Salvini ha spiegato la sua posizione sul Caso Gregoretti dicendo: “La difesa della patria è un sacro dovere, ritengo di aver difeso la mia patria, non chiedo un premio per questo ma se ci deve essere un processo che ci sia. In quell’aula non andrò a difendermi ma a rivendicare quello che, non da solo, ma collegialmente abbiamo fatto”.