Fava accusa le Iene: “Aggredito e intimidito in una finta intervista”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:36

Il presidente della Commissione regionale Antimafia Claudio Fava ha denunciato il comportamento intimidatorio e aggressivo tenuto da un inviato delle Iene.

In un incontro con la stampa al Palazzo dei Normanni, sede della commissione Antimafia, il presidente Claudio Fava ha raccontato ai giornalisti presenti l’intervista che ha rilasciato ad un inviato delle Iene domenica scorsa. L’intervista era rivolta al caso Antoci ed al lavoro che su questo ha fatto la commissione nei mesi scorsi. Fava spiega di aver accettato di concedere quell’intervista nonostante non fosse stato fissato alcun appuntamento, ma presto si è reso conto che il vero intento non era quello di conoscere delle informazioni sul caso, bensì un altro.

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Claudio Fava spiega che l’intervista non è ancora uscita e che non sa se uscirà, ciò nonostante ritiene importante condividere l’esperienza avuta: “Sono stati 84 minuti di aggressione violenta nei toni, nelle affermazioni e nei contenuti molto minacciosi. Non erano previste domande, ma solo affermazioni anche calunniose sull’operato della commissione, accusata persino di aver imbeccato gli auditi durante i lavori sul caso Antoci”.

Fava contro le Iene: “Trasmesso audio alla procura di Ragusa”

Il presidente della commissione regionale antimafia, spiega anche che la commissione ha deciso di trasmettere il file audio dell’intervista alla procura di Ragusa e al Dda di Catania affinché siano loro a fare le valutazioni opportune. Dopo aver detto questo si è chiesto per quale motivo sia stato portato avanti un attacco di questo tipo, visto che la commissione ha indagato sul caso senza alcun intento politico.

In conclusione aggiunge che è: “imbarazzante quantità di falsità dette dal giornalista in questa finta intervista. Mi è stato detto che ‘avevamo dato la miccia a tutti i mafiosi dei Nebrodi’, che nella relazione ‘avevamo riportato solo stronzate’. Non c’era alcuna intenzione giornalistica e considero tutto questo un atto di una gravità istituzionale irreparabile nei confronti di questa commissione”.