Due persone uccise per un furto di arance nel catanese, arrestato un uomo fortemente indiziato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:46

polizia

Giuseppe Sallemi, sospettato di essere il responsabile degli omicidi di Massimiliano Nunzio Casella e Vincenzo Agatino Saraniti, è stato arrestato. Avrebbe commesso anche un tentato omicidio

Indagato per gli omicidi volontari di Massimiliano Nunzio Casella e Vincenzo Agatino Saraniti, per il tentato omicidio di Gregorio Signorelli e per il porto illegale in luogo pubblico di arma da fuoco. Per queste ragioni, le Procure di Siracusa e di Catania– che indagano in coordinamento su questi fatti- hanno emanato un decreto di esecuzione di fermo di indiziato di delitto per tradurre in carcere Giuseppe Sallemi. Le indagini su questi reati erano partite nella notte tra il 9 e il 10 febbraio scorso.

Uomo arrestato per duplice omicidio nel catanese, la squadra mobile di Catania ha individuato come sospettato il custode del fondo agricolo

Gregorio Signorelli, nella notte tra il 9 e il 10 febbraio scorso, è l’uomo che è giunto all’Ospedale “Garibaldi Centro” per farsi curare delle ferite rimediate all’addome e al braccio sinistro. A provocarle dei colpi di fucile, sparati da qualcuno. La Polizia, così allertata, si è recata al pronto soccorso dell’ospedale e ha iniziato a indagare.

È emerso che l’uomo, aiutato da altri due uomini, stava rubando delle arance da una campagna sita nel territorio compreso tra i centri catanesi di Scordia e Lentini. Ma non è tutto: gli inquirenti si sono recati sul posto, in contrada San Giovanni di Lentini, e hanno rinvenuto i corpi senza vita di Massimiliano Nunzio Casella e Vincenzo Agatino Saraniti. Sarebbero loro i presunti complici dell’uomo ferito. Anche i due sono stati raggiunti da delle pallottole- in questo caso mortali- esplose da un fucile.

La squadra mobile di Catania ha quindi rintracciato Giuseppe Sallemi, che oltre a essere il custode dei terreni presi di mira possiede anche una licenza per l’uso di un fucile da caccia.

Uomo arrestato per duplice omicidio nel catanese, la ricostruzione dei fatti fornita dal sospettato è stata smentita

Interrogato dagli inquirenti, che lo hanno trovato nella sua abitazione di Scordia, Giuseppe Sallemi ha ammesso di aver utilizzato il suo fucile (ora posto sotto sequestro) per sparare a tre persone che aveva scoperto nelle terre e che aveva successivamente inseguito. L’uomo ha dichiarato che i tre lo hanno intimidito con delle minacce di morte e che per questo avrebbe sparato, da una quindicina di metri di distanza. Il suo intento sarebbe stato quello di allontanarli.

Al termine dell’interrogatorio condotto dinanzi ai sostituti procuratori di Catania e Siracusa, e durante il quale Sallemi ha confermato questa versione dei fatti, è stato emesso il decreto di fermo di indiziato di delitto poi eseguito nei suoi confronti dalla mobile. Il decreto è stato seguito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emanata ieri.

Attualmente, si sta indagando per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e per far luce sul reale movente del delitto. Pare, infatti, che l’esame condotto dal medico legale sui corpi della vittima abbia smentito le dichiarazioni del sospettato: come riporta Catania Today, i colpi di fucile sarebbero stati esplosi da distanza ravvicinata e non da quindici metri, come sostenuto.

Maria Mento