Psicosi coronavirus in Ucraina: bus con cittadini di rientro da Wuhan preso a sassate dai connazionali

bus preso d'assalto

La polizia in tenuta antisommossa ha cercato di proteggere l’autobus con i 72 ucraini provenienti da Wuhan, preso d’assalto dai connazionali

La psicosi da coronavirus sta raggiungendo, in alcune città, livelli estremamente preoccupanti. Come ad esempio in Ucraina dove un autobus con a bordo i cittadini ucraini rientrati dalla città di Wuhan, in Cina, sono stati letteralmente presi d’assalto dai connazionali a colpi di sassi e pietre. Un’aggressione in piena regola, legata proprio alla paura del contagio: l’atterraggio del velivolo con a bordo gli ucraini di rientro dalla città focolaio dell’epidemia è avvenuto il 20 febbraio all’aeroporto di Kjarkiv. Da qui sono stati trasferiti a bordo di un bus nel centro di Novi Sanzhary (nella regione di Poltava) per trascorrere un periodo di quarantena.

Momenti di panico a bordo del bus

Ma proprio durante questo spostamento sono stati inseguiti dai connazionali che hanno lanciato contro di loro sassi e pietre provocando seri danni al mezzo e infrangendo diversi vetri. Tanto da rendere necessario l’intervento della polizia in tenuta antisommossa, che ha cercato per quanto possibile di proteggere l’autobus con a bordo 72 persone, tutte risultate negative al test per il nuovo coronavirus; tra di loro anche 27 stranieri. Sul mezzo si sono registrati momenti di panico: in segno di solidarietà per i rimpatriati è intervenuto anche il ministro della Salute Zorina Skaletska, che su Facebook ha annunciato che si sarebbe messo per quattordici giorni in quarantena volontaria.