Coronavirus, arriva un nuovo culto del giorno del giudizio. La diffusione del virus “è atto del diavolo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:42

La rapidissima diffusione del virus nella Corea del Sud ha dato vita alla nascita di un bizzarro culto dopo che il virus ha colpito quasi tutti i seguaci della Chiesa Shincheonji

Nel momento di massima tensione causata della rapida diffusione del Covid-19 arriva dalla Corea del Sud un nuovo misterioso culto, il cui leader sarebbe la reincarnazione immortale di Gesù Cristo manifestatosi sulla terra come super untore. Nel Paese è stato registrato nelle ultime ore un drastico aumento del numero dei contagi. I pazienti in cura sono attualmente 433.

Il 60% dei contagi totali nella Chiesa di Gesù Shincheonji

Un “test di fede”: si è espresso in questi termini il leader religioso coreano Lee Man-hee per definire la rapidissima diffusione verificatesi nelle ultime ore in Corea del Sud. La grande maggioranza dei casi di coronavirus in Corea del Sud, ben 153, si è verificata a Daegu. Stando a quanto dichiarato dalle autorità sudcoreane 85 casi su 153 sono riconducibili ad una donna di 61 anni, nota come paziente 31, che avrebbe infettato durante la funzione religiosa tenuta dalla Chiesa di Gesù Shincheonji il resto dei credenti. Non sono ancora chiare le modalità attraverso le quali la donna abbia potuto contrarre il virus, non essendo stata a contatto con persone provenienti dalla Cina, e questo ha scatenato all’interno del movimento religioso, che conta attualmente 200mila seguaci, una serie di risposte fantasiose circa la causa del contagio della donna e dei seguaci del loro movimento: più del 60% dei contagi attuali in Corea del Sud sono infatti collegati proprio alla Chiesa di Shincheonji. 

La diffusione della malattia un atto del diavolo 

Fra le fantasiose risposte dei credenti quella che si è fatta più notare è stata quella del leader del movimento, secondo cui la diffusione della malattia all’interno del movimento religioso sarebbe “un atto del diavolo per impedire alla Chiesa di crescere”. Jun Eun-kyeong, capo dei Centri coreani per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha affermato che da un esame 4.500 membri della chiesa di Shincheonji ha mostrato segni di infezione da Covid-19. Davanti ad un’emergenza di tale portata, però, queste informazioni diffuse dai tabloid vanno sempre e comunque prese con le pinze.

 

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